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La storia di questa sera è una fiaba intitolata Cenerentola, di Charles Perault e vi è letta da Salima. Questo racconto ci insegna che la pazienza e la bontà vincono sempre. Sdraiati in una posizione comoda, chiudi gli occhi e lasciati trasportare nel Mondo dei Sogni!

Trascritto

La storia della buonanotte di stasera vi è letta da Salima,

E si intitola Cenerentola,

Dalla racconto di Charles Perrault.

C'era una volta un nobile signore che aveva una figlia molto dolce,

Molto buona e molto bella,

Come la sua mamma.

Purtroppo la sua mamma morì,

E il nobile signore,

Poco dopo,

Si risposò con una vedova altezzosa,

Brutta e cattiva,

Che aveva due figlie del tutto simili a lei.

Subito dopo le nozze,

La madrigna essi dimostrò irritata e nervosa,

Perché non sopportava tutte le belle doti della sua figliastra,

Così in contrasto con i difetti delle sue due figlie.

Per questo la trattava molto male,

E l'obbligava ad occuparsi dei più umili lavori domestici.

Mentre le due sorellastre passavano il tempo a pavoneggiarsi nei loro abiti eleganti,

La poveretta lavava i piatti,

Puliva la cucina,

E faceva le faccende,

Accendeva il fuoco,

E si occupava di molte altre cose,

Senza mai lamentarsi col suo papà,

Perché capiva che era del tutto sottomesso alla sua seconda moglie.

Quando arrivava la sera,

La povera ragazza,

Stanca morta,

Si accucciava vicino alla cenere del camino,

Per scaldarsi un poco.

Così,

Per prenderla in giro,

Le due sorellastre incominciarono a chiamarla Cenerentola,

Senza accorgersi che,

Con indosso i suoi stracci,

Era molto più bella lei di quanto lo fossero loro due,

Con i vestiti all'ultima moda.

Un bel giorno il figlio del re invitò al gran ballo di corte tutte le persone importanti della città.

Anche le due sorellastre ricevettero l'invito,

E la cosa le rese molto fiere.

Per parecchi giorni si occuparono di preparare i magnifici abiti per il ricevimento,

Volendo essere le più belle di tutte.

— Indosserò l'abito di velluto verde,

Con tutto il pizzo,

Diceva la più grande.

— Io farò una bellissima figura,

Rispondeva la minore.

— Perché su un abito di stoffa fine indosserò il mio nuovo mantello,

Orlato d'oro.

Nostro padre mi ha regalato una sfilla di diamanti che appunterò qui,

Sulla spalla,

E che,

Col suo luccichio,

Mi renderà più luminoso il viso.

La povera Cenerentola,

Molto triste perché non era stata invitata,

Si dava comunque da fare per aiutare le sorellastre.

Ogni tanto,

Però,

Sospirava,

E le due sorellastre cattive le chiedevano.

— Cenerentola,

Saresti contenta di andare al ballo anche tu?

— Su,

Rispondi.

— Perché mi prendete in giro?

Rispondeva Cenerentola.

— Hai ragione,

Quello non è posto per una servetta.

Giunse finalmente il giorno del gran ballo.

Le due ragazze salirono in carrozza,

E Cenerentola seguì a lungo,

Con lo sguardo,

I cavalli che si allontanavano.

Quando furono scomparsi,

La poverina scoppiò in singhiozzi.

— Ah,

Come sarei stata felice se avessi potuto andare al ballo anch'io!

Mormorava.

Proprio in quel momento,

La madrina di Cenerentola,

Che era una fata,

Sentì la sua figlioccia singhiozzare.

Allora,

All'improvviso,

Le comparve davanti,

Esclamando.

— Che cosa c'è da piangere,

Piccola?

— Io volevo,

Io volevo,

Ma piangeva così forte che non poté finire la frase.

— Volevi andare al ballo,

Vero?

— Sì,

Rispose in un soffio Cenerentola.

— Bene,

Se sarai brava,

E farai tutto quello che ti ordinerò,

Tu andrai al ballo.

La fata madrina rimase un minuto a pensare,

Poi le disse sorridendo.

— Vai nell'orto,

E portami la zucca più bella.

Quando Cenerentola le ebbe portato la zucca,

La fata,

Con un colpo di bacchetta magica,

La trasformò in un magnifico cocchio dorato.

Poi Cenerentola andò a prendere sei topi piccoli,

Un topo grosso e sei lucertole.

La fata trasformò i sei topi piccoli in sei bei cavalli grigi pommellati,

Il topo grosso in un cocchiere gentile dai lunghi baffoni,

E le sei lucertole in sei eleganti lacchè.

Cenerentola batte le mani per la meraviglia.

Allora la fata le disse.

— Bene,

Piccola,

Ti ho preparato proprio una bella carrozza per andare al ballo.

Sei contenta?

Cenerentola le ringraziò e le disse.

— Sì,

Mia buona madrina,

Ma… andrò al ballo di corte con questi abiti?

Mi prenderanno in giro,

Non è possibile fare qualcosa?

Allora la fata sfiorò con la baghetta magica i miseri abiti della ragazza,

E subito quei vecchi stracci diventarono l'abito più bello che si fosse mai visto.

Un abito di sera in tessuto di fili d'argento ed oro,

Con pietre preziose sparse qua e là.

Poi la fata le fece infilare un paio di originali scarpette di cristallo,

Le più belle del mondo.

Ormai pronta,

Cenerentola stava per montare in carrozza.

Ma la madrina,

Avvicinandosi,

Le fece un'ultima raccomandazione.

— Devi promettermi di venire via dal ballo quando suoneranno i dodici colpi della mezzanotte.

Perché,

Nell'istante in cui risuonerà l'ultimo tocco,

La carrozza ridiventerà Zucca,

I cavalli Topolini,

I lacè Lucertoli,

Il cocchiere un grosso topo,

E i tuoi vestiti torneranno come erano prima,

Degli stracci.

Tutta felice e piena di gratitudine,

Cenerentola promise che sarebbe uscita dal palazzo e introl'ora stabilita.

Poi abbracciò la sua madrina,

Si sedette in carrozza,

E ordinò.

— Presto,

Cocchiere,

Al palazzo reale!

Il cocchiere diede un colpo di frusta in aria,

E a questo suono i sei cavalli diedero un valzo,

Tirando la bella carrozza dorata e scomparendo presto all'orizzonte.

Adagiata sui sedili,

Cenerentola non stava più in sé dalla gioia.

Poco dopo,

La carrozza si fermò davanti ai cancelli del palazzo reale.

I valletti corsero subito ad avvisare il figlio del re che era giunta a una principessa sconosciuta,

E il principe si affrettò ad andarle incontro.

Colpito dalla sua bellezza,

Le diede la mano per aiutarla a scendere dalla carrozza,

E l'accompagnò nel grande salone da ballo,

Pieno di invitati.

Subito si fece silenzio,

La gente smise di ballare,

E i violini smisero di suonare.

Tanto furono affascinati dalla meravigliosa apparizione della sconosciuta.

Da tutte le parti si sentì alzarsi un mormorio.

— Che bella!

Com'è elegante!

— Ma chi è quella splendida ragazza?

Lo stesso vecchio re non si stancava di guardarla,

Sussurrando alla regina che da tanto non gli capitava di vedere una fanciulla così bella ed affascinante.

Le dame di corte parlavano del suo abito e della sua pettinatura,

Che senz'altro avrebbero tutte copiato l'indomani.

Insomma,

La serata fu un trionfo per Cenerentola,

Perché il figlio del re fece più di dieci balli con lei,

Ma,

Emozionatissimo,

Si dimenticò di chiederle come si chiamava.

Il tempo passava dolcemente,

Quando,

All'improvviso,

Cenerentola sentì il primo rintocco della mezzanotte.

Allora la fanciulla si ricordò della raccomandazione che la matrimoniale aveva fatto,

E subito,

Piantando su due piedi il principe,

Che non capiva cosa stava succedendo,

Fuggì,

Svelta ed agile.

Riavutosi dalla sorpresa,

Il principe la inseguì,

Senza però riuscire a raggiungerla.

Solo trovò sulla scallinata una delle scarpette di cristallo che,

Fuggendo,

Cenerentola aveva perduto.

Arrivato davanti alla cancellata del palazzo,

Il principe chiese alle guardie se avevano visto passare un elegante principessa,

Ma le guardie riposero che davanti a loro era passata solo una ragazza vestita di stracci.

Tristissimo,

Il principe tornò indietro,

Stringendo la scarpetta che era tutto ciò che gli restava di colei che amava,

E della quale non conosceva neppure il nome.

Quanto a Cenerentola dovette tornare a casa a piedi,

Con i suoi brutti abiti,

Perché carrozza e cavalli avevano ripreso l'aspetto di prima.

Più tardi rientrarono anche le due sorrellastre,

Molto incitate per la serata.

— Ah,

Che avvenimenti!

— incominciarono a raccontare.

— Pensa,

Cenerentola,

Che è arrivata la più bella principessa che si possa immaginare.

Il principe non l'ha lasciata sola un istante,

E ha ballato più di dieci volte con lei,

Ma appena scoccata la mezzanotte,

La principessa è scappata via,

Così di corsa che il principe non è riuscito a raggiungerla,

E ha potuto raccogliere solo una delle scarpette che aveva perso sulla scalinata.

Ora tutti dicono che il principe è innamorato di lei,

Che è disperato perché non sa neanche come si chiama,

E che la farà cercare per tutto il regno.

Cenerentola era insieme felice ed agitata per quello che le raccontavano le due sorelle.

Si chiedeva se il principe l'avrebbe ancora amata senza i suoi splendidi abiti e mal pettinata.

Pochi giorni dopo il ballo,

Il principe fece un bando per tutto il regno,

Annunciando che avrebbe sposato la fanciulla che fosse riuscita a calzare la scarpetta di cristallo.

Pensava,

Infatti,

Che nessun'altra al mondo potesse avere un piede così piccolo.

Furono quindi inviati in tutte le case dei cavalieri che avevano l'ordine di provare la scarpetta a tutte le ragazze,

Ma nessuna riusciva ad infilarla.

Arrivarono infine anche alla casa delle due sorellastre che,

Nonostante tutti gli sforzi,

Non riuscirono a calzarla.

Proprio in quel momento Cenerentola,

Che aveva assistito alla scena,

Si fece avanti e chiese timidamente «Posso provarla anch'io?

Forse ho il piede abbastanza piccolo perché mi entri».

A queste parole le due sorelle scoppiarono a ridere.

Ma il cavaliere che doveva provare la scarpetta era rimasto colpito dalla bellezza di Cenerentola.

Allora disse che aveva avuto l'ordine di provare una scarpetta a tutte le ragazze del regno e fece sedere Cenerentola.

Poi avvicinò la scarpetta al suo piccolo piede e fu meravigliato quando vive che calzava perfettamente,

Come se fosse stata fatta su misura per lei.

Grande fu lo stupore delle due sorellastre,

Ma fu più grande ancora quando Cenerentola tirò fuori dalla tasca l'altra scarpetta che infilò all'altro piede.

In quel momento comparve la madrina.

Con un colpo di bachetta magica la rivestì dei meravigliosi abiti che indossava la sera del pallo.

Allora le due sorellastre riconobbero in Cenerentola la splendida principessa del pallo.

Si gettarono ai suoi piedi per chiederle perdono per tutte le cattiverie che le avevano fatto subire.

Cenerentola disse con dolcezza.

— Alzatevi,

Care sorelle,

Vi perdono volentieri,

E vi chiedo di amarmi sempre,

Perché io,

Ve lo prometto,

Non vi dimenticherò mai.

Arrivò il principe,

E anche egli riconobbe in Cenerentola la bella ragazza con cui aveva ballato a Palazzo Reale.

Pieno di gioia per avere ritrovato colei che amava,

La sposò dopo qualche giorno.

Ci fu un grande banchetto,

Con abbondanti cibi,

Pietanze delicate e raffinate.

Fu invitata,

Naturalmente,

Anche la madrina di Cenerentola,

Che per tutto il ricevimento fece stupire gli invitati alla sua bachetta magica.

Cenerentola,

Che era buona quanto bella,

Fece andare a vivere a Palazzo le sue due sorelle.

Dopo poco tempo le fece sposare con due ricchi signori della corte,

E tutti furono felici e contenti.

Buonanotte.

4.4 (39)

Recensioni recenti

Anna

September 27, 2022

Molto piacevole e rilassante

Emilse

December 6, 2020

Bellissimo!!!🌷💝

Keila

December 3, 2020

Bello 😃

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