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Alice Nel Paese Delle Meraviglie - Versione Completa

by Salima El Yaalaoui

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La storia di questa sera è Alice nel Paese delle Meraviglie, di Lewis Carroll. Letto da Salima, questo racconto ci ricorda l'importanza di conservare l'anima del fanciullo e liberarci dai condizionamenti sociali che ostacolano la propria evoluzione, piuttosto che diventare adulti rigidi, diffidenti e rassegnati alla mediocrità. E' un inno alla vita e al raggiungimento del nostro pieno potenziale Sdraiati in una posizione comoda, chiudi gli occhi e lasciati trasportare nel Paese delle Meraviglie!

Trascritto

La storia della buonanotte di stasera vi è letta da Salima e si intitola Alice nel paese delle meraviglie,

Dal racconto di Lewis Carroll.

Che gioia essere in vacanza,

Pensava Alice,

Oziosamente allungata ai piedi di una quercia.

Ma che noia,

Non ho nessuno con cui giocare.

E fa talmente caldo che Dina,

Il mio gatto d'angora,

Rifiuta ostinatamente di farsi vezzeggiare e portare a spasso nella carrozzella delle bambole.

Guarda,

Che cosa sento mormorare laggiù!

Le vecchie radici nodose usciti dalla terra formavano come una grotta tapezzata di muschio.

Sporgendosi,

Alice poteva allora contemplare uno spettacolo assai curioso.

C'era laggiù un coniglio bianco molto robusto.

Questo non è nulla di originale,

Certo,

Ma questo coniglio indossava un grazioso vestito dal gilet rosso,

Si appoggiava ad un ombrello e consultava ansiosamente un grande orologio.

Questo straordinario coniglio si esprimeva nel modo più naturale del mondo,

E quale non fu lo stupore di Alice sentendolo mormorare mentre arricciava il suo nasino.

Sono in ritardo,

Per i baffi dei miei antenati sarò disonorato.

Che disgrazia,

Affrettiamoci!

Ciò detto,

Scomparve dietro un'enorme radice,

Inghiottito da una profonda tana.

Ma,

Signor coniglio bianco,

Aspettatemi!

Esclamò Alice che bruciava dalla curiosità,

E coraggiosamente si lanciò sulle tracce del curioso personaggio,

Quando improvvisamente il piede le scivolò e si sentì trascinare a velocità vertiginosa verso il fondo del cunicolo.

La sua fu una caduta interminabile,

Che la divertì anche.

Devo trovarmi in una dispensa,

Mormorò sempre cadendo.

Vedo alti scaffali pieni di vasi e giare.

Marmellata di petali di rose,

Ebbe tempo di leggere mentre passava.

Miele delle api e reali,

Corna di gazzelle.

Mmm,

Sospirò la golosona.

Ecco qua dei cibi gustosi.

In quel momento,

Alice atterrò.

Fortunatamente su uno spesso tappeto di muschio e foglie morte.

E alla fine di un lungo e buio corridoio,

Scorse il coniglio bianco che si affrettava mormorando con voce lamentosa.

Che cosa dirà la duchesse?

E' arrivata la mia ultima ora,

Che disgrazio!

Signore,

Aspettatemi!

Grido la bambina.

Ed ecco,

Il coniglio bianco scomparve prima che ella potesse raggiungerlo.

E Alice si ritrovò sola in un'anticamera buia,

Dove regnava un silenzio impressionante.

In quel momento scorse,

Nascosto da una tenda di velluto,

La porticina più piccola e graziosa che mai avesse visto.

Inginocchiandosi per poter guardare dal buco della serratura,

Alice poteva vedere uno splendido giardino.

C'era ombra fresca,

Prati vellutati e cespugli regoliosi.

Le venne voglia di entrarvi,

Ma la porta non era più alta di una spanna.

Se soltanto potessi arimpicciolirmi come quando si guarda nel telescopio,

Pensò Alice,

Avvenne allora una cosa strana.

Apparve un tavolino di vetro.

Al centro era posato un piccolo flacone,

Su cui era scritto bevimi.

Alice esaminò con cura il flacone,

Poiché non vi era attaccata nessuna etichetta con la scritta veleno,

La piccola e imprudente inghiottì il delizioso sciroppo dal profumo di fragola.

Ma io divento piccola,

Esclamò Alice,

Un po' impensierita nel vedere il suo desiderio realizzarsi così in fretta.

Ben presto si ritrovò della misura giusta per passare attraverso la porticina.

Ahimè,

La chiave era rimasta in alto,

Appoggiata sul vassoio.

Nonostante tutti gli sforzi,

Alice non riuscì a raggiungerla.

Scoraggiata,

Pianse amaramente.

Improvvisamente,

Nel bel mezzo del suo smarrimento,

Davanti ad Alice comparve una scatola di minuscoli biscotti.

Col cuore grosso,

Per consolarsi,

Alice ne assaggiò qualcuno,

E con grande stupore si ritrovò di nuovo alta della sua taglia normale.

Che gioia,

Si disse,

Impadronendosi della chiave,

Presto andiamo in questo giardino incantato.

Ed ecco che,

Di nuovo,

La porta le arrivava all'orlo della gonna.

Alice,

Allora,

Fu presa da una grande collera.

Pianse e pestò i piedi.

Un gigante nel sotterraneo,

Gridò il coniglio bianco,

Spaventato,

Fuggendo verso la porta.

Dalla paura,

Perse il suo ventaglio,

E Alice lo prese e con esso si fece vento.

E colpo si sentì diventare piccola,

Ma non ebbe il tempo di rallegrarsene,

Perché già scivolava in un lago di acqua salata che era stato formato dalle sue lacrime.

Ben presto fu raggiunta nello specchio d'acqua da un gran numero di animali,

Tutti molto allegri.

C'erano un fenicottero rosa,

Un gambero marino,

Una gallina,

Un tasso,

E arrivavano di continuo altri animali,

Ma dopo un po' cominciarono a sentirsi stanchi,

E anche ad aver freddo,

Uscirono allora dall'acqua e decisero di fare una gara.

Chi per asciugare il proprio pelo,

Chi le piume o il penacchio della coda.

La gara finì in un gioioso disordine,

E Alice,

Spinta da tutte le parti,

Dovette distribuire come ricompensa i pochi confetti che trovò appiccicati in fondo alle sue tasche.

Allora ad uno ad uno gli animali se ne andarono,

Ed Alice finalmente poteva oltrepassare la misteriosa porticina.

Il viale che partiva da essa era deliziosamente ombreggiato,

Proprio come aveva sognato,

E i lamponi che raccolse fra i cispugli,

Vellutati a meraviglia,

Erano grossi come un'arancia.

All'improvviso,

Alla fine del viale,

Ai suoi occhi si offrì lo spettacolo più curioso che mai avesse visto.

Adagiato oziosamente su un fungo,

Un bruco blu,

Tutto trionfo,

Fumava una pipa.

Era senza dubbio un bruco di sangue reale,

Poiché si freggiava dell'ordine del gran turbante.

— Vostra altezza,

Bormorò Alice,

Impressionata.

— Chi sei tu,

Bambina?

Domandò l'insetto reale con voce melodiosa.

— Non lo so più neanch'io,

Vostra altezza,

Sospirò Alice,

Turbata.

Provo una sensazione molto strana a trovarmi ridotta così,

Della grandezza di un vermicello.

— Quale mancanza di tatto,

Mormorò il bruco,

Molto contrariato.

— Piccola insolente.

Assaggia quel fungo là,

A destra.

Ti farà diventare grande,

E ora fa provvista di funghi gallinacci,

Che aiuteranno a diventare più piccola,

Se ce ne sarà bisogno.

E,

Corrucciato,

Il bruco scivolò fra l'erba alta dove scomparve.

Alice,

Un po' confusa,

Riprese la sua strada con le tasche piene dei preziosi funghi.

Ben presto,

Alla fine di una strada,

Sbuccò in una raduna.

Là si innalzava una curiosa casetta.

Tozza,

Coltetto sbilenco,

I vetri polverosi,

Non aveva certo un aspetto invitante.

Alice,

Tuttavia,

Non esitò ad entrare in una cucina fumosa dove regnava un grande fracasso.

Seduta su uno scapello,

Una vigorosa matrona scuoteva energicamente un povero bambino,

Mentre un gatto siamese sorrideva.

— Buongiorno,

Signora,

Balbettò educatamente Alice.

— Si dice vostra grazia,

Urlò l'orribile donna.

— Io sono duchessa e dama d'onore a palazzo.

Dov'è quella lumaca di coniglio bianco?

— Se è in ritardo sarà giustiziato.

— Sta venendo,

Assicurò Alice,

Atterrita.

— Vostra grazia.

— Perché il gatto siamese sorride sempre?

— Ignorante,

Sbilò la duchessa.

È così per tutti i gatti di razza.

Con l'andare del tempo sghignazzano.

— Ecco,

Prendi questo bambino.

— Io vado incontro al mio cavaliere.

E scomparve,

Piantando il bambino fra le braccia di Alice.

Alice lo rimise nella sua culla e seguì il gatto in giardino.

L'animale si appolaiò su un ramo con grande sorpresa di Alice.

Era rimasto soltanto il sorriso del gatto siamese.

Il suo corpo,

Dalle linee armoniose,

Si era dissolto in una polvere di stelle.

— Ti trovo molto carino così,

Affermò Alice.

— Qual è il vostro nome?

— Io sono il signor Shakiri,

Salutò garbattamente il gatto.

— Io posso essere la vostra guida in questo strano regno,

Essendo ambasciatore di sua maestà.

— Mi piacerebbe molto fare la conoscenza della regina,

Disse Alice.

— Sua maestà in questo momento sta giocando una partita a croquette,

Le informò Shakiri.

— Sarà contenta di un giocatore in più.

Ma attenzione!

Se perde,

È più cattiva e malvagia della duchessa.

— Se ce ne fosse bisogno,

Dudu,

Un griffone africano,

Verrà in nostro aiuto.

Seguiamo questa strada e prima di giocare la partita a croquette,

Andiamo a prendere il tè a casa della lepra pazza.

La sua casa è a metà strada dal campo da gioco.

Mentre camminavano,

Alice sbocconcelò uno dei funghi.

Poco dopo sboccarono in una radura dove era stata sistemata una lunga tavola carica di dolci.

La tovaglia era ricoperta di tazze e di teiere.

Uno mino dall'aria triste li accolse.

Era il cappellaio.

— Sedetevi,

Stavamo per assaggiare le specialità della lepra pazza,

Un eccellente tè composto di miscele indiane.

— Bibita deliziosa,

Sospirò una vocina fiacca.

Volgendosi,

Alice,

Sorpresa,

Scoprì,

Col naso all'orlo della tovaglia,

Un'adorabile piccola marmotta sonnacchiosa.

— Perché tutto questo vasellame mentre siete soltanto in tre ad abitare qui?

Domandò Alice.

— Ci è capitata una triste avventura,

Spiegò il cappellaio.

Tutti e tre,

La lepra pazza,

La marmotta e io stesso,

Abbiamo dimenticato di caricare i pendoli del regno.

Accusati di aver ucciso il tempo,

Siamo condannati a far merenda in continuazione davanti al loro oggio fermo.

— È una condanna crudele,

Sospirò la piccola marmotta con voce stanca.

— Io non ho mai il tempo di riposarmi tra una tazza di tè e l'altra.

Anche se era golosa,

Alice compianse i tre commensali.

Li lasciò davanti ai loro pasticcini,

Che non si esaurivano mai,

E,

Con Shakiri,

Si diresse verso il campo da gioco.

Videro un grande prato.

Le guardie reali stavano tagliando l'erba con aria marziale.

Al centro del terreno camminava la corte,

Con in testa la regina.

— È la regina di cuori,

Disse tra sé Alice,

La quale aveva scoperto che si trattava di carte da gioco.

Seguivano il re e il fante di cuori.

Questa strana compagnia brandiva dei fenicotteri rosa come mazze da croquet.

I poveri uccelli,

Con l'aria inebetita,

Sembravano sballorditi dalla loro nuova attività.

Degli allegri piccoli ricci fungevano da palle da croquet.

Invitata dalla regina a partecipare al gioco,

Alice maneggiò con la maggior delicatezza possibile la sua mazze,

Che la guardava con rimprovero quando lei mancava il punto.

Sul campo regnava la confusione più totale.

Le dispute erano frequenti.

La regina maneggiava con rancore il suo povero fenicottero rosa quando mancava un colpo.

Ben presto,

Alice fu stanca di sentire le grida della regina,

Che voleva tagliare la testa a tutti i perdenti.

Shakiri allora la affidò al suo migliore amico,

Il giovane Dudu,

Un acquilotto africano,

Con un colpo d'ali e gliela depositò presso la tartaruga Kiki.

Alice compattì molto le disgrazie di quest'ultima,

Che si annoiava a stare ferma nel suo bacino di acqua stagnante.

D'un tratto si udì un grande clamore.

«Il processo sta per cominciare!

Tutti devono assistervi!

» Alice entrò nella sala del tribunale.

Si trovò seduta su un banco,

Presso il valetto di cuori incatenato.

Abbigliato come un araldo armato,

Il coniglio bianco cominciò a leggere l'atto di accusa.

«Valetto di cuori!

»,

Strombazzò.

«Siete accusato di aver rubato delle tartine a sua maestà!

».

«Primo testimone,

Venite alla sbarra!

Ho chiamato il signor cappellaio.

Sono qua vostro onore,

Voglio dire vostra maestà!

».

Farfugliò confuso il pover'uomo,

Tenendo in una mano una tartina e nell'altra la tazza di tè,

Che era stato condannato a sorbire.

Distratto e confuso,

Di tanto in tanto mordeva il sottopiatto.

Sul banco i giurati si dimenavano ridendo,

Mentre il colorito della regina era diventato rosso mattone.

«Che lo si faccia uscire!

Che gli si tagli la testa!

E poi toglieteli il capello!

»,

Urlò la sovrana.

«Decisamente,

Penso Alice,

Questa regina collerica e vindicativa è tanto illogica quanto sanguinaria!

».

«Chiamo il secondo testimone!

»,

Gridò il coniglio bianco.

«Marmotta,

Avanti!

».

Ma nessuno si presentò.

Un sommesso russare spiegò ben presto il perché.

A due passi dal tribunale,

Il secondo testimone dormiva profondamente.

«Portate qui il testimone,

Tagliategli i baffi,

Decapitatelo e poi gettatelo in prigione!

»,

Ponava la regina con gli occhi fuori dalle orbite.

Mentre Alice,

Soggiogata,

Si sforzava di capire gli ordini della regina,

Si sentì chiamare alla sbarra dei testimoni.

«Testimone?

»,

Interrogò il re.

«Vi piacciono i dolci?

».

«O sì,

Maestà»,

Affermò candidamente Alice.

«Allora vi tratteniamo.

Siete voi la colpevole»,

Disse trionfalmente la regina.

«Siete voi che avete rubato le mie paste favorite per soddisfare la vostra gollosità.

Inoltre,

Voi giocate molto male a croquet.

Voi avete rovinato la mia erbetta e umiliato il fenicottero rosa,

Che non ha segnato neanche un punto.

Ordino che vi si tagli la testa questo stesso pomeriggio!

».

«Ma,

Vostra maestà,

È un madornale errore giudiziario!

»,

Protestò Alice sconvolta sull'orlo del pianto.

«Io non ho rubato niente!

E poi,

Anzitutto,

Ho voglia un avvocato!

»,

Aggiunse la bambina con la forza della disperazione.

In quel preciso momento si accorse che aveva nuovamente raggiunto la sua taglia normale.

Improvisamente la situazione prendeva un aspetto dei più comici.

Ella sovrastava a tutti e li vedeva agitarsi,

Minuscoli come insetti.

«Non siete altro che un pretenzioso e ridicolo mazzo di carte da gioco!

»,

Gridò la bambina,

Fuggendo proprio nel momento in cui le carte si gettavano su di lei.

All'ombra della grande quercia,

Una bambina si risvegliò in una calda giornata d'estate.

Stropicciandosi gli occhi,

Sorrise pensando allo strano sogno che aveva appena fatto.

Poi,

Chiamando il suo gatto,

Si accinse a raccontargli quella fantastica storia.

Buonanotte.

4.5 (28)

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Fabrizio

December 10, 2025

Salima ha una bellissima voce, è stata un esperienza meravigliosa e rilassante

Margherita

September 23, 2025

La mia storia preferita 💓💓

Ritz

September 23, 2023

Molto rilassante, non riesco mai ad arrivare alla fine del racconto perché mi addormento

Tamara

September 7, 2021

Bellissimo!

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