
Perché siamo nati Buddhadasa Bikku percorrere il sentiero (parte prima)
Buddhadāsa divenne un bhikkhu (monaco buddhista) nel 1926 e gli fu assegnato il nome Ven. Indapañño, che significa: "dotato di saggezza" o "dotato di intelligenza." La sua intenzione era quella di tornare alla vita laica dopo poco tempo, andò quindi a Bangkok per studiare, dove restò circa 10 anni. Disgustato dalla corruzione e dal lassismo che regnavano all'interno dei templi, favoriti dall'oppressione del governo, ritornò al paese natale e si rifugiò in un tempio abbandonato.
Trascritto
Buddha Dasa Bhikkhu,
Percorrere il sentiero,
Ultima parte di perchè siamo nati.
Alla nostra nascita si deve pensare come se fosse un viaggio su di una strada.
È necessario guardare con attenzione e scoprire il modo giusto e quello sbagliato per percorrere questa strada.
Se ci limitiamo a seguire l'argente,
Potremmo andare fuori strada e non giungere a destinazione.
Questo non è il modo di camminare che abbiamo in mente quando parliamo di percorrere il sentiero.
Con percorrere il sentiero intendiamo il progresso verso il Nibbana,
Verso la libertà dalla condizione di sofferenza.
Se questo paragone della nostra nascita a un viaggio su di una strada è ancora poco chiaro,
Ciò significa che l'argomento deve essere trattato con maggior profondità,
Discusso e studiato più a fondo.
In questo studio e in questa pratica un aiuto e una guida li troviamo negli insegnamenti del Buddha,
Colui che riuscì a percorrere il sentiero fino alla fine.
Sfortunatamente però la maggior parte delle persone non è interessata agli insegnamenti del Buddha,
Quale guida relativa al sentiero e al modo di percorrerlo.
C'è un punto importante da prendere in considerazione.
Questa persona che non è interessata a percorrere il sentiero,
Che tipo di persona è?
Se invece si tratta di più persone,
Quante sono?
Guardando in un'ampia prospettiva,
In verità possiamo vedere che si tratta di tutti gli esseri umani,
Dell'umanità in generale.
Pensateci,
Finché non c'è nessuno che conosca il sentiero e il modo di percorrerlo,
È certo che la maggior parte della gente si allontanerà dal sentiero.
Lentamente per gradi però la retta via sarà individuata.
Un po' per volta il sentiero sarà riscoperto,
Finché arriverà il tempo in cui comparirà un essere completamente illuminato,
Un Buddha,
Uno che riuscirà a camminare sul sentiero perfettamente giusto.
In altri termini,
Camminare sul sentiero è un progetto a lungo termine nel quale l'umanità è collettivamente impegnata,
Fino a quando un individuo eccezionale riesce a perfezionare a tal punto la sua saggezza e visione profonda da arrivare a percorrerlo fino alla fine.
Mettiamola in altro modo,
La maggioranza della gente non vive più,
Al massimo,
Di cento anni.
Percorrendo più o meno goffamente il sentiero,
Essa copre solo una breve distanza prima di morire.
Singolarmente,
Nessuno va molto lontano.
E chi è che continua dal punto in cui l'altro è arrivato?
La risposta è la posterità.
Le generazioni successive,
Mettendo a frutto la saggezza dei loro predecessori,
Ereditano il compito di continuare il viaggio.
I figli e i nipoti continuano da dove gli altri hanno smesso,
Facendo costanti progressi fino a che arriva una persona che riesce a completare il viaggio.
Vedendo le cose in questo modo,
Perfino avere dei figli,
Un fatto legato alla propagazione della specie,
Ha quale obiettivo il continuo progresso sul sentiero?
Fino a che non si arriva alla sua fine.
Adesso le persone hanno davvero questo obiettivo quando desiderano avere dei figli?
Le persone vanno avanti continuando a produrre sempre più bambini,
Ma stanno veramente pensando a loro come a individui che ereditano il compito di proseguire il cammino lungo il sentiero?
Se non è così,
Allora la motivazione deve essere di livello inferiore.
Quello degli animali,
Come avviene per i cani e per i gatti.
La gente fa nascere dei figli che poi hanno al punto tale da essere pronta a dare per loro la vita.
Anche gli animali lo fanno.
L'attaccamento alla prole che domina la mente di un genitore opera nello stesso modo negli animali e negli esseri umani.
Esaminiamo però la ragione per cui un animale ha un tale attaccamento alla sua prole,
Un desiderio tanto forte di proteggerla.
A quale scopo?
Per quanto concerne gli animali,
Non possiamo certamente ritenere che si tratti di un risultato del pensiero razionale.
L'attaccamento alla prole e il desiderio di proteggerla sono presenti per natura negli animali.
Perché la natura ha dotato gli animali di questo genere distinto?
Al fine di proteggere l'estinzione della specie.
Per quale scopo dovrebbe essere scongiurata l'estinzione di una specie animale?
In ultima analisi per rendere possibile un'ulteriore evoluzione,
Un ulteriore costante progresso verso il più alto stadio possibile per le specie che si riproducono.
Assistiamo perciò alla natura che lavora per salvare tutte le specie di esseri viventi dall'estinzione,
Assicurando in questo modo una continua evoluzione verso il più alto punto raggiungibile.
Questo è lo scopo della natura.
Che lo capiscono o no,
Sono gli animali in genere ad essere soggetti a questa legge.
Si può allora dire che anche per gli animali a livello più basso la nascita significa un viaggio.
Un viaggio senza sosta nel progresso che dura fino a quando si raggiunge il punto più alto,
Fino all'uomo.
Dopo di ciò un ulteriore progresso è possibile quando si raggiunge lo stadio di un uomo perfettamente illuminato.
Per quale ragione gli esseri umani generano figli?
Forse ci sono persone che veramente credono di avere figli affinché il genere umano possa perpetuarsi e infine gli sia possibile raggiungere il Nibana.
In altre parole,
Che ci possa essere un continuo progresso lungo il sentiero.
Ovviamente la stragrande maggioranza non la pensa in questo modo.
Ama i propri figli,
Li nutrono e si prendono cura di essi e fanno ogni genere di sacrifici in ragione del loro amore cieco.
Tutti vogliono che i propri figli siano i migliori e i più belli.
Nessuno è interessato alla propagazione della specie per la continuazione del viaggio.
Nessuno guarda i propri figli nei termini del progresso collettivo dell'umanità verso lo scopo più alto.
Tutti pensano nei termini di beneficio individuale,
Nei termini di io e mio.
È solo mio figlio che conta.
Di rilievo sono solo la sua condizione e il suo progresso.
Questo modo di pensare è conforme alle leggi della natura ma è in conflitto con tutti i principi del Dhamma.
Il risultato è che i figli di necessità siano causa di angoscia e di lacrime per i loro genitori.
Questo modo di pensare ristretto non aiuta in alcun modo il genere umano a procedere verso l'Ibbana.
Tutto questo vuole ricondurci alle domande perché sono nato e che cosa dovrei fare?
Anche se si hanno figli e si continua in questa maniera a perpetuare la specie si dovrebbe fare in modo che loro siano adatti a incontrare il Dhamma e a diventare dei sinceri seguaci del Dhamma.
Fino a quando ogni individuo considera se stesso come unità singola e autosufficiente non legata a tutto il resto il genere umano non ha alcuna possibilità di progredire fino a produrre un essere illuminato.
Tutta la conoscenza scientifica di un uomo non ha alcuna utilità se non lo aiuta a progredire spiritualmente.
Parlando in termini di valori materiali succede che quel che la gente malvagia ottiene e passa ad altra gente malvagia che la segue porta con sé il progresso.
Se non fosse così il mondo non potrebbe mai aver raggiunto questo livello incredibilmente alto di sviluppo tecnologico.
Si potrebbe ritenere che siamo nati al fine di lavorare per il progresso materiale del genere umano fino al punto massimo.
Però nel progresso materiale non c'è un massimo,
Un fine ultimo.
Il progresso così come esso è inteso dall'uomo comune e dall'uomo del mondo non conosce mai un fine ultimo.
Al contrario il progresso spirituale il progresso verso la verità conosciuta da un essere illuminato ha un fine ultimo.
Su questa strada è possibile andare dritti fino alla fine del percorso e ottenere la completa libertà dalla condizione di sofferenza ed insoddisfazione.
Proseguiamo ulteriormente con la nostra questione.
Ammesso che l'uomo sia nato per camminare sul sentiero verso il Nibbana come dovremmo accingerci a percorrerlo?
Il Buddha ha detto SABBE SANKARA ANICCHATI YADA PANYAYA PASSATI HATA NIBINDATI DUKHE ESA MAGO VISUDDHIYA Quando con la visione profonda si vede che tutti i fenomeni composti sono impermanenti sopraggiunge il disincanto nei loro riguardi poiché insoddisfacenti.
Questo è il sentiero verso il Nibbana,
Verso la purezza.
Questo è il senso.
Quando si perviene a riconoscere la vera natura dei fenomeni condizionati Sankara si diviene disincantati.
E questo disincanto nei riguardi delle cose condizionate è il primo passo sul sentiero che conduce al Nibbana,
Al Dhamma.
Il Buddha inoltre disse SABBE SANKARA ANICCHA SABBE SANKARA DUKHA SABBE DHAMMA ANATTA Tutti i fenomeni composti sono transitori Tutti i fenomeni composti sono insoddisfacenti Tutte le cose sono non sé Allorché si sono viste queste tre caratteristiche sopraggiunge il disincanto nei riguardi di queste cose composte insoddisfacenti.
Questo è il sentiero verso il Nibbana,
O almeno il suo inizio.
Bisogna notare che quando una persona è giunta a comprendere in modo giusto queste caratteristiche delle cose composte si trova a provare ovviamente repulsione nei loro riguardi ossia verso la condizione di insoddisfazione.
Tutti i fenomeni composti sono del tutto insoddisfacenti.
Non appena una persona comincia a vedere i fenomeni composti come del tutto insoddisfacenti se ne stanca completamente.
Le cose composte sono proprio per loro stessa natura insoddisfacenti.
Il termine composto implica di per sé l'insoddisfazione.
Non c'è cosa composta che possa essere soddisfacente.
Quando l'attività di produzione dei fenomeni composti si ferma c'è il Nibbana,
Lo stato ideale.
L'ultima frase della citazione però comprende sia le cose composte sia quelle non composte.
Nessuna cosa sia essa composta o non composta è un sé al quale ci si possa aggrappare come se ci appartenesse.
Non c'è altro da dire.
I fenomeni composti cambiano in continuazione.
I fenomeni composti sono insoddisfacenti.
Tutte le cose composte o meno che siano sono fatte in modo tale da che a esse non ci si può aggrappare come se fossero un sé o come se appartenessero a qualcuno.
Solo quando tutto ciò è visto in tutta chiarezza è iniziato il vero sentiero.
Solo allora si è cominciato a muovere verso la vittoria nei riguardi della condizione di sofferenza e di insoddisfazione,
Ossia verso il Nibbana.
La parola sentiero ha molti significati.
Prima di tutto e fondamentalmente dovrebbe essere intesa come sinonimo di pratica,
Patipatti o di modo di praticare,
Paripatti.
Ambi questi termini significano un graduale progresso nel camminare sul sentiero ed essi significano anche lo stesso sentiero sul quale si deve procedere.
La parola sentiero si riferisce specificamente a ciò che è praticato o al cammino ma in senso stretto il sentiero o il percorrerlo non dovrebbero essere distinti.
Il camminare,
Chi cammina e il sentiero sul quale si cammina non devono essere considerati come cose differenti.
Nella lingua pali una sola parola era usata per queste cose o meglio la radice di tale parola era usata in forme leggermente diverse che facevano rispettivamente riferimento a colui che cammina il sentiero sul quale si cammina e l'atto di camminare.
Tutte queste cose sono nella lingua pali varianti di una radice,
Perciò quando sentiamo parlare della pratica patipatti o del modo di praticare paripatti tenete a mente che si riferiscono al percorrere il sentiero.
Ci sono numerosi altri termini che si riferiscono a questo stesso sentiero.
Una persona che non ha studiato la questione molto da vicino incontra un numero talmente grande di termini equivalenti da saltare alla conclusione che significhino molte cose diverse.
In realtà,
Essi fanno tutti quanto riferimento a questo solo sentiero.
Ad esempio,
L'azione,
Kammapata,
È semplicemente il sentiero da percorrere.
Le dieci azioni salutari,
Cusa la kammapata,
Sono pure il sentiero.
Moralità,
Concentrazione e saggezza,
Sila,
Samadhi e pagna,
Sono il sentiero.
Il nobile ottuplice sentiero,
Ariyatangikamagga,
È ancora una volta il sentiero.
Anche vedere tutti i fenomeni composti come impermanenti,
Insoddisfacenti e non sì,
Anche questo è il sentiero.
Chiunque abbia pensato a tutte queste cose come se indicassero delle cose differenti,
Farebbe bene a correggere questo fraintendimento.
Tutte queste varie denominazioni indicano uno ed un solo sentiero,
Da differenti punti di vista per ragioni legate all'insegnamento.
Cosa sono le dieci azioni salutari?
Sono dieci tipi di astensioni da azioni del corpo,
Della parola e della mente.
Prese tutte assieme,
Sono chiamate dieci azioni salutari,
Perché chiunque pratica in questo modo,
Sta percorrendo il sommo sentiero.
Il Buddha usò questo particolare modo di parlare quando parlava con la gente comune,
Quando desiderava insegnare a un livello più alto o più brevemente a beneficio di persone che avevano un grado più che medio di comprensione,
Parlava in termini di nobile ottuplice sentiero.
Retta comprensione,
Retta aspirazione,
Retta parola,
Retta azione,
Retti mezzi di sostentamento,
Retto sforzo,
Retta consapevolezza e retta concentrazione.
Questo nobile ottuplice sentiero è un modo di praticare piuttosto al di sopra dell'uomo comune,
Gli obiettivi però sono gli stessi,
Anche esso mira al nebbana e differisce dagli altri schemi solo quanto a intensità o livello.
Osserviamo ora la breve affermazione del Buddha che ogni qualvolta impermanenza e carattere insoddisfacente,
Non se Aniccia,
Dukkha e Anatta sono percepiti con la visione profonda e la saggezza,
Quello è il sentiero.
Chiaramente,
Questa è ancora più un'affermazione specificamente rivolta a persone che hanno visione profonda.
In Pali si dice con chiarezza,
Quando le tre caratteristiche dell'impermanenza,
Della sofferenza e del non sei sono percepite con la visione profonda,
Quello è il sentiero.
La riflessione mostrerà che quando si ha una giusta visione profonda e comprensione delle vere caratteristiche di tutti i fenomeni composti,
Ossia della natura stessa,
Allora il comportamento del nostro corpo,
Della nostra parola e della nostra mente sarà proprio come dovrebbe essere.
Sarà un retto comportamento,
Ma non un retto semplicemente da un punto di vista legale o della morale comune,
Oppure delle consuetudini sociali e non solo intelligente da un punto di vista esteriore.
Detto in altro modo,
Se una persona percepisce davvero l'impermanenza,
Il carattere non soddisfacente e il non sei,
È probabile che non riesca a fare cose sbagliate per mezzo del corpo,
Della parola e della mente,
Perché il potere di questa comprensione agisce come un supervisore.
Se conosciamo in modo giusto,
Comprendiamo e percepiamo le tre caratteristiche,
È probabile che non si abbiano pensieri errati o aspirazioni errate che si dicano o si facciano cose sbagliate.
Avendo chiara visione profonda e saggezza nella vera natura delle cose,
Non siamo più esposti a essere ossessionati da esse.
Le azioni basate sulla vera saggezza sono sempre rette azioni,
Perciò la moralità,
La concentrazione e la saggezza,
O il nobile o tulce sentiero,
Oppure le dieci azioni salutari e così via,
Pervengono a esistere da sé.
Incontra il tuo insegnante
4.6 (21)
Recensioni recenti
More from Vittorio Bianco
Meditazioni correlate
Insegnanti Correlati
Trusted by 35 million people. It's free.

Get the app
