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Perché siamo nati Buddhadasa bikku Percorrere il sentiero (seconda parte)

by Vittorio Bianco

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Buddhadāsa divenne un bhikkhu (monaco buddhista) nel 1926 e gli fu assegnato il nome Ven. Indapañño, che significa: "dotato di saggezza" o "dotato di intelligenza." La sua intenzione era quella di tornare alla vita laica dopo poco tempo, andò quindi a Bangkok per studiare, dove restò circa 10 anni. Disgustato dalla corruzione e dal lassismo che regnavano all'interno dei templi, favoriti dall'oppressione del governo, ritornò al paese natale e si rifugiò in un tempio abbandonato.

Trascritto

Buddha Dasa Bhikkhu,

Percorrere il sentiero,

Seconda ed ultima parte.

Ora,

Supponiamo che dopo aver raggiunto il culmine della visione profonda nell'impermanenza,

Nel carattere insoddisfacente e nel non-si,

Poi ne discendiamo.

Qualsiasi azione compieremo a questo più basso livello sarà un'azione del tutto retta.

Viceversa,

Se stiamo lavorando in senso inverso dal basso verso l'alto,

Dobbiamo costruire uno stabile fondamento di retto comportamento del corpo,

Della parola e della mente,

Grazie al quale si sia in grado di crescere giorno dopo giorno in visione profonda e saggezza.

Un essere mondano che è ancora un essere ordinario dell'illuso deve avere fiducia nell'efficacia delle dieci azioni salutari e fare del suo meglio per metterle in pratica.

Se lo fa con costanza,

Progredirà presto nella visione profonda perché questo è il retto modo di percorrere il sentiero.

Infine,

Raggiungerà il culmine,

Otterrà la visione profonda nell'impermanenza,

Nel carattere insoddisfacente e nel non-si.

Perciò,

Indipendentemente dal fatto che il sentiero sia visto dalla fine verso l'inizio o dall'inizio verso la fine,

Si tratta di qualcosa che si può fare,

Sempre che,

Ovviamente,

L'individuo in questione sia ragionevolmente ben equipaggiato quanto a carattere,

Facoltà sensoriali e intelligenza.

Chiunque sia nato nel mondo e abbia la benedizione di una lunga vita dovrebbe impegnarsi a sviluppare la visione profonda un po' alla volta,

Ogni giorno,

Fino a quando raggiunge lo stadio in cui è in grado di vedere le tre caratteristiche di tutte le cose composte,

Di vedere quel processo senza fine che genera fenomeni composti come insoddisfacente e di intravedere una via di fuga nella condizione di libertà dal generare formazioni mentali.

Ciò può bastare per rispondere alla domanda su perché il Buddha insegnò il sentiero in molti modi differenti.

A un livello alto insegnò i quattro fondamenti della presenza mentale,

Satipatthana.

Un sentiero,

Il sistema perfetto per chi si incammina da solo,

La via verso l'unico e solo scopo.

Insegnò il sentiero sotto il nome di consapevolezza,

Utilizzando anche molte altre parole sulle quali non è indispensabile soffermarci a lungo.

Tutto quello che qui intendiamo fare è comprendere che questa cosa chiamata sentiero diventerà il vero sentiero non appena sorgeranno la visione profonda nell'impermanenza nel carattere insoddisfacente e nel non sé.

Finché questa visione profonda non è sorta non si tratta ancora del vero sentiero ma solo del suo inizio.

Così,

Se una persona non ha ancora ottenuto questa visione profonda nelle tre caratteristiche non conosce ancora il sentiero che deve percorrere.

Va invece più che mai alla ricerca di cose che sono impermanenti,

Insoddisfacenti e non sé e la sua vita diventa sempre più insoddisfacente.

Se però quella persona riesce a vedere che tutti i fenomeni composti sono impermanenti,

Insoddisfacenti e non sé,

La sua mente cercherà di evitarli,

Cercherà di trascenderli,

Di collocarsi al di sopra di essi in modo tale che non le possano nuocere.

Questo è il vero sentiero,

Il sentiero che conduce lontano dall'insoddisfazione verso il suo superamento.

Perciò dipende da ognuno di noi sviluppare il vero sentiero basato sulla visione profonda e tentare di ottenere la comprensione dell'impermanenza,

Dell'insoddisfazione e del non sé dei fenomeni composti per vederli come intrinsecamente insoddisfacenti,

Nient'altro che insoddisfacenti,

Come la condizione stessa di insoddisfazione da evitare a tutti i costi.

Allorché si sarà visto tutto questo,

Dall'ora in poi il comportamento sarà libero da brama e d'attaccamento.

Quando l'impermanenza e il carattere insoddisfacente e il non sé sono stati visti,

La brama e l'attaccamento non possono sorgere.

Tutto quel che resta è la saggezza.

La saggezza serve a prevenire che sorgano brama ed attaccamento.

Così questa vita può essere tutt'uno con il sentiero.

La vita può di per sé essere un progresso costante,

Può essere tutt'uno con il camminare sul sentiero,

La stessa cosa del sentiero.

Spero che tutti voi proviate maggior interesse per queste tre parole,

Impermanenza,

Insoddisfazione,

Non sé.

Non limitatevi a memorizzare spiegazioni.

Vedete voi stessi come le cose che perpetuamente vanno avanti,

Combinandosi e trasformandosi,

Posseggono queste tre caratteristiche.

Quando non si comprende la vera natura delle cose,

Inconsapevolmente le si ritengono durevoli,

Degne di nota e di nostra proprietà.

Potete immaginare i problemi che ne derivano.

È come prendere una cosa con determinate caratteristiche e cercare di forzarla ad averne altre differenti.

È impossibile forzare il fuoco a non essere caldo.

Il risultato è tragiconico.

Così la maggioranza della gente crede che,

Poiché è nata in questa vita,

Dovrebbe seguire una cosa o l'altra in base ai suoi desideri ed essere compiaciuta quando ottiene quel che vuole e turbata quando non ottiene quel che vuole.

Quando le persone hanno dei figli,

Non hanno altro di meglio da insegnare loro che la loro primitiva filosofia.

Questo è tutto quello che hanno da offrire.

È una cosa ben lontana dal sentiero insegnato dal Buddha.

I figli camminano sulle stesse vecchie rotaie dei genitori e così si passa da una generazione a quella successiva.

Non c'è progresso in avanti.

Non ci sono variazioni o miglioramenti fondati sulla conoscenza che tutte le cose sono impermanenti,

Insoddisfacenti e non sé e che per questo non ci si deve aggrappare a esse.

Se i nostri figli ed anche noi stessi camminassimo con facilità e velocemente sul sentiero,

Dovremmo nutrire un particolare interesse su quest'argomento dell'attaccamento e del non-attaccamento per addestrare noi stessi e insegnarlo agli altri.

Giusto,

Dobbiamo vivere nel mondo.

Dobbiamo mangiare,

Usare varie cose,

Vedere ed entrare in contatto con ogni genere di situazioni.

È però possibile vivere con tutto questo senza aggrapparsi e attaccarsi.

Dobbiamo agire con intelligenza.

Dobbiamo essere sempre consapevoli delle tre caratteristiche.

Quando i nostri figli hanno questa visione profonda,

Quando sono riusciti a vedere che non c'è nulla a cui ci si possa aggrappare o attaccare,

Possiamo lasciare che loro badino a se stessi.

Loro sono in grado di pensare,

Parlare e agire correttamente da soli in un modo che è libero dalla condizione di soddisfazione.

Dipende da noi insegnare e addestrare i nostri figli riguardo all'attaccamento e al non-attaccamento in modo che possano essere liberi da eccessiva tristezza e da eccessiva euforia.

Devono sviluppare un'intelligenza sufficiente a tenerli al di sopra delle cose che,

Altrimenti,

Li faranno ridere o piangere.

Devono sviluppare questa saggezza così come si sviluppano fisicamente.

Così è un buon genitore che si occupa della sua prole facendo sì che cammini sul sentiero in modo retto e veloce.

Così dovrebbe essere in coerenza con il principio che gli esseri umani sono nati per incamminarsi sul sentiero in modo tale che un giorno si possa raggiungere la meta.

Diamo ora un'occhiata alla Tailandia e alla centinaia di altre nazioni che si trovano nel mondo e vediamo che genere di cose la gente insegna ai propri figli.

Quali cose sta facendo la gente?

Quali sono i loro desideri?

Quali le cause delle loro azioni che attualmente stanno producendo così tanta sofferenza e angoscia in ogni luogo del mondo?

Vediamo che la gente ben lontana dal retto sentiero sta seguendo il demonio,

Satan,

Amara o come lo si voglia chiamare un fatto che necessariamente è fonte di tutti i tipi di dolore.

A parte chi ha incontrato l'insegnamento del Buddha il loro comportamento non concorda assolutamente con la ragione per cui siamo nati come esseri umani.

Perfino un ordinario essere umano non dovrebbe comportarsi in questa maniera perché la parola umano nel sanscrito manusia significa qualcosa di particolare,

Rinvia un essere di nobili sentimenti,

Un discendente di Manu,

Il saggio,

Di livello superiore a quello medio.

Per meritarsi questo titolo di essere umano bisogna percorrere il vero sentiero.

Non appena ci si allontana dal sentiero si cessa di essere umani nel vero senso della parola.

Se si pensa in un modo che è in contraddizione con la verità del Dhamma anche per un solo istante,

In quell'istante si cessa di essere veramente umani.

Si cammina invece sul sentiero di Mara o su quello degli animali.

La nostra analisi deve essere così dettagliata da farci camminare sul sentiero sempre,

A ogni nostro respiro,

Ogni minuto,

Ogni secondo.

Dobbiamo camminare sempre sul sentiero.

Appena ci si distrae si va fuori strada.

Perciò non consentiamoci di andare errando in tipi di pensieri che conducono alla trascuratezza o ad un eccesso di sicurezza o all'idea che questo sia un viaggio facile.

C'è il pericolo di rilassarsi e di andare giù semplicemente trascinati dalla corrente.

Questo è uno dei pericoli maggiori.

Il Buddha insegnò a essere continuamente vigili,

A camminare sul sentiero in ogni singolo pensiero momento.

Un attimo di inconsapevolezza e la mente è di nuovo fuori strada.

A volte può andare così lontano che per tornare sul sentiero può essere necessario molto tempo e rivelarsi molto difficile.

Supponiamo di cadere in uno degli stati mentali sventurati come quello infernale.

Ciò significa che uno fa cose errate e disinvolte e lascia che la mente cada in quel basso livello conosciuto come inferno,

Così che è difficile far subito ritorno.

Andare fuori strada rispetto al sentiero è come camminare verso una trappola,

Come cadere in una buca o in un fosso.

Succede perché si è stati distratti,

Non si è rimasti sul sentiero,

Non si è stati costantemente consapevoli di quelle tre caratteristiche dell'impermanenza,

Dell'insoddisfazione e del non se.

Non ci sarà alcun compagno di viaggio ad aiutarci a restare sulla retta via,

Non c'è nessuno a tenerci d'occhio e a controllare che non si esca dal sentiero,

Ognuno di noi è solo un cieco che è condotto per mano da un altro cieco.

La maggior parte di noi sta solo a brancolare per tutto il tempo.

È perché la stragrande maggioranza delle persone è sempre distratta e cammina fuori dal sentiero,

Che il mondo intero si trova in una condizione così pietosa e priva di speranza.

Comprendete che questa faccenda del sentiero e del percorrerlo non è una questione di poco conto,

Non si tratta di uno scherzo,

Al contrario è la cosa più importante di tutte.

Si tratta del compito di un essere umano,

È un compito che deve essere svolto con tutta l'intelligenza e l'abilità che un essere umano può possedere.

Non vacillate per un solo istante,

Per una sola frazione di secondo,

È necessario un solo momento per uscire dal sentiero.

Se la mente non sta allerta in ogni momento,

C'è il pericolo che esca fuori dal sentiero e finisca perfino all'inferno.

È doveroso che ognuno di noi rifletta sui pericoli di questo tipo di caduta e che decida di mantenere una chiara e non oscura visione profonda nell'impermanenza,

Nel carattere insoddisfacente e di non sé in relazione ad ogni singola cosa.

Ogni nostra azione,

Parola e pensiero sarà allora allineata con questa visione profonda.

Così non ci sarà alcuna possibilità di cadere e di far nascere un qualche genere di sofferenza.

Allora,

Questo è in breve il modo di camminare sul sentiero.

Si tratta solo di un breve ed essenziale riassunto.

Sarebbe possibile trattarne in modo dettagliato così da comprendere le differenti e numerose forme di pratica che ogni individuo può scegliere,

Quella che meglio si adatta al suo particolare temperamento.

Ognuno può pensare a tutto questo come al nobile ottuplice sentiero o ai quattro fondamenti della presenza mentale oppure alle dieci azioni salutari come pure a qualsiasi altra cosa.

Si può scegliere.

Possiamo scegliere di pensarci come alle dieci virtù possedute da un Buddha.

Queste virtù sono ancora una volta il sentiero che deve essere percorso da un essere umano ordinario verso la condizione di Buddhità.

Se abbiamo la sensazione che le dieci virtù siano un obiettivo troppo alto per noi,

Va bene.

Se pensiamo di poterci impegnare su tutte e dieci ma non al grado possibile per un Buddha,

Anche questo va bene.

Queste virtù rappresentano solo un modo di praticare governato dalla visione profonda nella natura,

Profondamente insoddisfacente,

Di questa condizione mondana,

Di questo ciclico samsara,

Di queste cose composte.

Il nostro compito consiste nell'attraversare tutto questo per raggiungere sull'altra sponda il Nibbà,

Mediante un tipo di azione che veda le cose per come veramente sono,

Ossia impermanenti,

Insoddisfacenti e non serie.

Così non pratichiamo in una maniera che spazza via tutti gli attaccamenti a queste cose transitorie,

Dolorose e prive di sostanzialità.

Pratichiamo la generosità,

La benevolenza,

L'onestà,

La tolleranza che ci consentono di padroneggiare i pensieri più bassi,

Quel genere di pensieri che non tiene presenti le tre caratteristiche.

Infine,

Per riassumere,

Camminare sul sentiero deve iniziare,

Sviluppare e culminare con una chiara visione profonda nelle tre caratteristiche.

Tutto qui.

Spero che vogliate seguire questo sentiero insegnato dal Buddha e che possiate ottenere i benefici che ne derivano.

4.7 (11)

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Emanuele

April 6, 2022

Grazie 🙏🙏🙏🙏

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