
Meditazione sull'accettazione di se stessi
Questa meditazione ci aiuta ad apprezzare ogni parte di noi e si ispira alla poesia "La locanda" di Rumi: L’essere umano è una locanda,| ogni mattina arriva qualcuno di nuovo. || Una gioia, una depressione, una meschinità, | qualche momento di consapevolezza arriva di tanto in tanto, | come un visitatore inatteso. || Dai il benvenuto a tutti, intrattienili tutti! | Anche se è una folla di dispiaceri | che devasta violenta la casa | spogliandola di tutto il mobilio...
Trascritto
Ciao,
Sono Paolo Subbioli,
Fondatore del sito Zen in the City.
Quella che sto per proporti è una meditazione sull'accettazione di sé stessi ispirata alla poesia La Locanda di Rumi.
Prima di iniziare,
Ascoltiamo un suono di campana che ci porterà esattamente in questo luogo e in questo momento.
Per prima cosa prendo contatto con la parte corporea di me stesso,
Sentendo il mio corpo e le parti del corpo che sono in contatto con il terreno.
Poi prendo contatto con la parte mentale di me,
Cioè con tutta quella che è l'attività della mia mente in questo momento,
Che è fatta di sensazione,
Di stati d'animo,
Di sentimenti,
Di pensieri,
Un'attività che non cessa mai.
Nell'intraprendere questa meditazione sono consapevole dell'incertezza di quello che mi aspetta.
Per questo accetto di non sapere cosa proverò nei prossimi minuti,
Quali sensazioni si presenteranno,
Quali stati d'animo,
Quali sentimenti,
Quali pensieri,
Quali sensazioni del corpo.
Mi propongo di osservare tutto con curiosità e senza giudizio.
Osservo le sensazioni,
I suoni vicini e lontani,
Le sensazioni del corpo,
Gli stati d'animo,
I pensieri.
Ogni sensazione che provo non è qualcosa da me cercata o voluta,
Si manifesta indipendentemente dalla mia volontà.
Nell'osservare le sensazioni quello che fa la differenza è la consapevolezza.
So che sto provando questa determinata sensazione.
Questo mi permette di accettarla e di accoglierla senza riserve.
Ogni cosa che si presenta è un'occasione per conoscere,
Per imparare.
Noto in me l'impazienza e le do il benvenuto.
Vedere la mia impazienza è stato prezioso.
Noto in me la distrazione e le do il benvenuto.
Vedere la mia distrazione è stato prezioso.
Noto in me la noia e le do il benvenuto.
Vedere la mia noia è stato prezioso.
Noto in me la rabbia e le do il benvenuto.
Vedere la mia rabbia è stato prezioso.
Noto in me la scarsa considerazione che ho di me stesso e le do il benvenuto.
Vedere questa scarsa considerazione che ho di me stesso è stato prezioso.
Porto alla mente quelli che considero i punti deboli della mia personalità e li passo in rassegna uno a uno.
Posso osservare ciascun tratto della mia personalità alla luce della consepuavolezza e così dargli il benvenuto.
Ogni occasione per capire meglio chi sono è preziosa.
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