
Contemplazione di cinque elementi del corpo
Questa meditazione guidata si ispira a una pratica base della tradizione buddista Tharavada. Attraverso la contemplazione delle 5 parti del corpo più visibili dall'esterno (capelli, peli, unghie, denti e pelle) si impara a contemplare "il corpo nel corpo", come insegnava il Buddha. È una pratica estremamente liberatoria, perché aiuta a disidentificarci dal corpo e liberarci da una delle forme di attaccamento che provocano più sofferenza.
Trascritto
Per questa pratica vi invito ad adottare una postura stabile,
Comoda,
Ben radicata a terra,
Con la schiena eretta.
Stiamo cercando ciascuno di adottare una postura comoda,
Che faciliti l'attenzione ma che nel tempo stesso sia rilassata e facciamo che il peso scenda verso il basso nel punto di appoggio del nostro corpo,
Sentendo proprio il peso del corpo,
La pressione che il corpo fa su se stesso.
E prima di iniziare mi preparo a questa seduta che durerà circa mezz'ora,
Un po' meno,
Sgombrando il campo da qualsiasi desiderio di ottenimento,
Praticherò senza voler ottenere nulla in particolare.
Praticherò la consapevolezza del corpo senza volerlo cambiare,
Senza voler migliorare la mia esperienza,
Ma mi limiterò a osservare ciò che già è presente.
Porto l'attenzione al respiro,
L'aria che entra nel corpo attraverso il respiro e l'aria che esce.
Non controllo il respiro,
Non giudico il respiro,
Semplicemente ispirando,
So che sto ispirando,
Il respiro diventa una base semplice,
Affidabile,
Alla quale posso tornare ogni volta.
Ora allargo l'attenzione all'intero corpo seduto,
Non lo analizzo,
Lo sento soltanto.
Sento il peso del corpo,
Sento i punti di contatto,
Sento il volume del corpo nello spazio.
Il corpo è qui,
Prima di qualsiasi idea che possa averso di esso,
Sensazioni piacevoli,
Sensazioni spiacevoli,
Sensazioni neutre,
Lascio che tutto questo sia presente senza interferenza.
Il corpo respira,
Il corpo è vivo,
Io sono consapevole.
Ora porto gentilmente l'attenzione ai capelli,
Alla loro presenza,
Non devo visualizzarli,
Non devo pensarli,
Riconosco semplicemente ci sono capelli,
O quel che rimane,
In quell'area,
Sento se possibile la sensazione sul cuoio capelluto,
Il peso,
La tensione,
O forse nulla in particolare.
I capelli crescono,
Cadono,
Cambiano,
Non rispondono alla mia volontà,
Eppure fanno parte di ciò che chiamo me.
Ora la mia attenzione si sposta ai peli del corpo,
Le sopracciglia,
I peli sulle braccia,
I peli sulle gambe.
Anche qui riconosco la loro presenza,
Forse riesco addirittura a sentirli,
Forse no.
I peli crescono in silenzio,
Si modificano nel tempo,
Senza mai chiedere il mio permesso.
Osservo come la mente li includa spontaneamente nell'idea di identità corporea,
Senza giudicare,
Senza correggere.
Ora porto l'attenzione alle unghie,
Unghie delle mani,
Unghie dei piedi,
Strutture dure,
Inerti,
Eppure vive finché il corpo è vivo.
Crescono,
Si consumano,
Vanno tagliate,
Non sentono e tuttavia sono mie.
Resto con questa semplice constatazione senza alzarne conclusioni.
Ora porto l'attenzione ai denti,
Alla loro presenza nella bocca,
Forse sento un contatto,
Una pressione,
Una tensione.
I denti mi permettono di masticare,
Di parlare,
Di sorridere e al tempo stesso sono soggetti a usura,
A fragilità,
A perdita.
Osservo come qualcosa di così essenziale sia anche così poco controllabile.
Respiro e osservo.
Ora porto l'attenzione alla pelle,
Il confine tra interno e esterno,
Sento il contatto dell'aria,
Dei vestiti,
Sento la temperatura,
La pelle protegge,
Separa,
Mette in relazione e attraverso la pelle che il mondo mi tocca e che io tocco il mondo.
Osservo come questa superficie sia centrale nell'idea che io ho di me,
Di io e il resto inascolto senza commentare.
Ora lascio che l'attenzione si allarghi di nuovo,
Capelli,
Peli,
Unghie,
Denti,
Pelle,
Parti presenti all'interno di un unico corpo vivente,
Nessuna di queste parti da sola può definire chi sono,
Eppure tutte contribuiscono all'esperienza del corpo,
Sento il corpo come un processo,
Come un evento che cambia momento dopo momento,
Respiro dentro questa esperienza.
Ora ritorno semplicemente alla consapevolezza del respiro.
Sento di nuovo il corpo seduto nello spazio,
In questo luogo,
Non c'è nulla da trattenere,
Non c'è nulla da respingere,
Ciò che è stato osservato può continuare a mostrarci nella vita quotidiana,
Nei gesti semplici,
Nel rapporto con questo corpo,
Col quale rimango ancora per qualche respiro.
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