
Stare Senza Avversione
Meditazione sul lasciar essere, sul riconoscere il sorgere delle sensazioni e delle emozioni e sviluppare l'osservazione e il non attaccamento. In particolare esplora l'emergere dell'avversione rispetto alle emozioni disturbanti. Adatta a tutti i livelli di pratica.
Trascritto
La pratica di oggi consiste nello stare con quello che c'è,
Di qualunque cosa si tratti.
È una pratica molto utile che ci consente anche di stare in contatto con quelle che sono le nostre più comuni avversioni.
Normalmente noi reagiamo con molta avversione,
Specie nei confronti delle sensazioni spiacevoli o degli accadimenti che cataloghiamo e giudichiamo come tali.
Ci tendiamo a irrigidire e questo ci impedisce la libertà necessaria invece per averci a che fare in rilassatezza,
Quindi paradossalmente spesso invece di limitare gli effetti delle cose spiacevoli,
Tendiamo a ingigantirle,
A entrare in lotta con esse.
Quello che vorrei ci proponessimo di fare sperimentandolo oggi con questa pratica è cambiare atteggiamento.
Farlo nella pratica costituisce un allenamento che poi può essere invece applicato nel quotidiano.
Nessuna pratica è efficace in sé,
Quello che è efficace della pratica è che ci consente di sperimentare qualità del nostro essere,
Che non sono abituali,
In condizioni protette,
Quindi nella calma,
Nel silenzio,
Nell'ascolto.
E' chiaro che quando ci troveremo ad affrontare le stesse situazioni,
Le stesse sensazioni,
Le stesse emozioni nel quotidiano,
Probabilmente non sarà così semplice,
Ma avremo messo il seme.
Assumiamo una posizione comoda,
Una posizione che non ci costi uno sforzo,
Un grosso sforzo da mantenere.
Cerchiamo per quanto possibile di far sì che la nostra schiena sia retta,
E retta anche se non rigida.
Se siamo seduti a terra,
Troviamo anche lì una posizione che non ci obbliga a dover essere in tensione fisica durante la pratica.
Se siamo seduti sulla sedia,
Proviamo a non fare uso dello schienale,
Del supporto dello schienale.
Questo anche per far sì che il nostro livello di attenzione sia maggiore.
Dobbiamo essere aperti,
Rilassati,
Ma in uno stato di presenza.
Cominciamo la pratica ascoltandoci da un punto di vista fisico,
Prima di tutto.
Chiudiamo gli occhi,
Se vogliamo,
Oppure possiamo tenere gli occhi aperti.
In questa pratica è addirittura consigliabile.
Possiamo magari portare l'attenzione ad un oggetto neutro.
Può essere un segno sul pavimento o sulla parete davanti a noi.
È piuttosto importante però che poi manteniamo lo sguardo più o meno nella stessa posizione,
Quindi non cominciamo a vagare con lo sguardo,
Né che utilizziamo come oggetto d'attenzione un oggetto in movimento.
Al massimo può essere la fiamma di una candela,
Se ne abbiamo una accesa.
Cominciamo a sentire,
Aprendo a 360° la nostra attenzione,
Cosa c'è in questo momento nel nostro corpo,
Che sensazioni ci sono di qualsiasi natura.
Cerchiamo di sospendere il giudizio partendo da quelle più grezze,
Quindi le sensazioni fisiche pure e semplici,
Senso di calore,
Quindi zone più o meno calde,
Zone invece in cui avvertiamo la sensazione del fresco o del freddo,
Zone in cui sono presenti bruliti o comunque dove sentiamo un afflusso di una qualche energia e consentiamo a tutto quello che si sta manifestando in questo momento di essere.
Io per esempio sto sperimentando un brulito nella parte posteriore della testa,
A destra,
Poco sopra l'orecchio e sto notando come incredibilmente questa sensazione di scarsa,
Piccola spiacevolezza sto osservando quanto riesca a catturare la mia attenzione,
Quanto riesca a spostarmi dalla presenza,
Produce in me,
A livello dello stomaco,
Come un piccolo senso di inquietudine,
Nonché il desiderio di andare a spegnere la causa di questo piccolo fastidio.
E' evidente che l'impulso che provo a reprimere,
Ciò che sto sentendo,
È sproporzionato.
Il mio livello di allarme interno sembra essere attivato come se io corresse un qualche pericolo.
È assurdo,
Ma capita così.
E adesso,
Mentre ne sto parlando,
Mi rendo conto che il prurito in quella zona è completamente scomparso.
Quante di queste sensazioni,
Che poi si collegano a reazioni o a emozioni disturbanti provo nell'arco di una giornata?
Forse migliaia.
E reagisco così,
Di solito.
Reagisco con avversione.
Vado a cercare di estinguere nell'immediato la causa del malessere.
Invece l'opzione che stiamo sperimentando oggi,
In questa pratica,
È che in realtà è applicabile a tutti i tipi di sensazioni e emozioni.
Certo,
Con maggiore o minore necessità di attenzione è applicabile a qualsiasi cosa ci succeda.
Ed è quello dell'atteggiamento che ci mette al riparo dalla reattività e quindi dal replicare continuamente quegli automatismi che per noi sono dannosi.
La stessa cosa sta avvenendo per un lieve senso di raschio alla gola che mi sta mettendo in difficoltà perché sto registrando questa pratica e quindi vorrei evitare di tossire o di raschiare la gola.
Sia chiaro che non devo impedirmelo con la forza.
Se dovesse essere necessario lo farei.
Quello che però vi sto invitando a sperimentare nella pratica di oggi con me è la possibilità di non reagire rispetto a uno stimolo.
Per lo meno di non reagire immediatamente.
Posso stare col lieve fastidio e un piccolo prurito alla gola come se originato probabilmente da un pochino di catarro.
Starci mi sta anzi provocando un senso di calore e di benessere al centro del petto come un senso di accoglienza.
Non sto provando quel senso di invece avversione cheppure se era affacciato alla ribalta qualche minuto fa rispetto al prurito ma potrei provare avversione per tantissime altre cose che avvembero dentro e fuori di me.
Per esempio c'è un piccolo senso di allarme nei confronti di qualche rumore imprevisto o qualcosa che possa in qualche modo inficiare la registrazione audio che sto facendo.
E quando sto a contatto con questo pensiero ecco che quel senso di benessere a livello del petto svanisce e si trasforma invece in un lieve batticuore.
Provenienti dal piano superiore sono dei rumori di scostamento di mobili non so se li percepite io sì e naturalmente la mia attenzione va lì perché temo che possano rovinare il lavoro che sto facendo e quindi aumenta questo senso di lieve batticuore ho deciso di starci anche perché non è qualcosa che io possa modificare è qualcosa che sfugge alle possibilità che offre la mia volontà non posso far nulla e i rumori sono cessati come potete vedere lo stare con quello che c'è è qualcosa di molto banale non dobbiamo combattere nessuna battaglia con nessun mostro assetato di sangue è la cosa che spesso ci figuriamo il punto è che non siamo abituati a stare siamo abituati a dare ai nostri allarmi interni un peso spesso sproporzionato rispetto a ciò che ci succede dentro di me poi c'è anche un lieve senso di prestazionalità la mia attenzione sta sul non impappinarmi e questo genera un lieve senso anche qui di inquietudine un riflesso dell'ego naturalmente che però ha una risonanza fisica diciamo alla bocca dello stomano cambia di intensità alle volte è più presente alle volte è meno presente posso notarlo c'è questo senso di paura della fallibilità è qualcosa che mi accompagna spesso per non dire sempre ogni volta che dobbiamo fare qualcosa che ci qualifica nei confronti degli altri proviamo proviamo la stessa emozione magari con risonanze corporee diverse da persona a persona la vera risorsa è non demonizzare le sensazioni e le emozioni e lo possiamo fare anche con emozioni meno rispettabili come la rabbia la vergogna l'invidia la gelosia proviamo ad evocarne una tra quelle che ho descritto oppure qualcuna che sentite essere vicino a voi in questo momento una emozione disturbante con la quale siete in contatto magari andiamo su una situazione recente su qualcosa che ci ha atturbato nell'ultimo periodo o che anche ci sta atturbando e vediamo come si manifesta in noi a livello grezzo partiamo sempre da lì a livello fisico la nostra fortuna è che non esiste emozione alcuna che non abbia una risonanza nel nostro corpo a livello fisico questo ci aiuta perché fa sì che l'emozione non rimanga astratta un'emozione astratta si ingigantisce diventa pensiero dell'emozione non emozione in atto può durare un tempo infinito mentre l'emozione vera quella che proviamo a livello fisico è limitata nel tempo un'altra cosa che possiamo notare facendo questa pratica è che l'emozione appunto è evocabile che significa che è il pensiero che la crea il ricordo la memoria sensoriale come vedete un'emozione che non stavate provando può sorgere nuovamente magari ad un'intensità elevata soltanto perché l'avete richiamata alla mente e quante volte nella nostra vita quante volte nella nostra giornata questo accade autonomamente eppure quell'emozione non è presente nel momento in cui torna un torto che abbiamo subito qualcosa che ci ha ferito non sta avvenendo nel momento in cui ci torna la mente eppure proviamo la stessa sensazione stiamo stiamo con questa probabile sgradevolezza non cerchiamo di allontanarci non cerchiamo di migliorare il nostro stato notiamo quanto è difficile starci ma notiamolo in relazione a quello che provoca in noi a livello fisico normalmente le emozioni disturbanti risuonano tutte nell'area del basso ventre e poi rimbalzano e poi rimbalzano e poi rimbalzano altrove o magari danno luogo come effetto collaterale ad altre sensazioni collegate ad esempio la paura che poi magari toglie il respiro aumenta i battiti cardiaci blocca la gola paralizza le membra eppure altro non è che una sensazione fisica io non so quale emozione abbiate scelto di sperimentare insieme ma sono certo che se ci prestate attenzione potete identificare esattamente il punto del suo epicentro e cerchiamo di stare lì cerchiamo di non soffocarla cerchiamo di essere gentili con l'emozione in sé che se si manifesta ha una causa e un'origine e con noi stessi e con la nostra voglia di liberarcene è chiaro che non dobbiamo obbligarci a stare ma sperimentare la possibilità di stare rilassandoci attorno all'emozione che abbiamo sempre catalogato magari come negativa possiamo provare proprio fisicamente a rilasciare la muscolatura delle zone intorno a dove l'emozione si manifesta e vedere cosa accade se ampliamo lo spazio che c'è intorno senza più costringerla magari tentare di fare questo ci spaventa magari provoca qualche altra emozione ok possiamo accogliere anche l'evoluzione della nostra emozione possiamo notare se al sorgere della nuova emozione l'emozione originaria è ancora presente oppure no e lasciamo andare più che lasciamo andare lasciamo essere non dobbiamo liberarci però dobbiamo anzi meglio possiamo notare l'impermanenza che ne è alla base la sensazione sgradevole non è ferma non è sempre uguale a se stessa non è continua ciò che la fissa ciò che la potenzia è quanto la nostra mente sia in lotta con essa proviamo adesso a connetterci col nostro cuore l'area del petto proviamo a identificare il battito stabiliamo una relazione con il nostro centro vitale uno dei nostri centri vitali in questo caso appunto il cuore proviamo a immaginare che da questo centro si irradi tutto intorno un'energia che nasce proprio dalla sua potenza elettrica se il cuore non fosse dotato di una non sprigionasse un'energia noi non potremmo vivere perché non batterebbe lasciamo che questa energia si propaghi nel corpo rendiamoci consapevoli del fatto che siamo vivi in maniera reale,
Concreta sentiamo scorrere la vita dentro di noi possiamo visualizzare una luce dorata o di colore arancio che si propaga in noi un calore non è necessario che ciò avvenga se ci fossero difficoltà a visualizzare questo o a evocare queste sensazioni cerchiamo perlomeno di non entrare in avversione va bene così e notiamo cosa è della nostra emozione originaria a contatto con questa qualità del nostro essere lasciamo che qualsiasi cosa possa succedere certamente l'emozione non sarà più quella originale,
Potrebbe addirittura essersi potenziata ma non sarà la stessa di prima è importante ricordarci di questa pratica quando nelle nostre giornate siamo più sotto pressione siamo più stimolati tendiamo di più ad andare in reazione questo è ciò che può darci il vero benessere che non è liberarci o coltivare l'illusione di liberarci di ciò che ci dà fastidio ma stare realmente in contatto con noi stessi con l'energia del coraggio nel senso etimologico con l'energia del cuore
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