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Riflessioni di Dharma sui semi

by Sirimedho - Stefano De Luca

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Riflessioni di Dharma sui semi, come essere consapevoli giardinieri di noi stessi: coltivare semi salutari ed estirpare quelli non salutari, con l’aiuto della consapevolezza. È una pratica necessaria per raggiungere il benessere, e per rendere stabile il nostro dimorare nella pace, altrimenti ci troveremo a ripercorrere sempre gli stessi stati di sofferenza. Con citazioni dei sutta del Buddha.

Trascritto

Quando iniziai a praticare la meditazione,

Una delle cose più strane che scoprì era proprio che nella mia mente c'era veramente di tutto,

Sembrava che la mente non fosse la specie di biblioteca ben ordinata,

Ben sistemata,

Con i pensieri ben allineati come pensavo,

Ma fosse una specie di quel mucchio di polvere che si fa nel bidone aspiradutto quando si pulisce a casa e la cosa più sorprendente è che c'erano molti pensieri che erano radicalmente diversi da quello che io pensavo che fossero i miei pensieri,

C'erano pensieri di razzismo,

Di violenza,

Pensieri buffi,

C'erano pensieri che veramente non centravano niente con me,

A volontà,

Flash d'immagine in continuazione e questa cosa devo dire che all'inizio mi fece anche un po' paura,

Pensavo di conoscermi e invece improvvisamente vedi che non era affatto vero o quantomeno non conoscevo quello che partoriva la mente,

Continuando nei giorni con questa pratica che era semplicemente di mantenere l'attenzione sul respiro e osservare i pensieri senza giudicarli ma semplicemente osservandoli,

Mi resi conto che era un po' come una radiolina,

Una di quelle vecchie radioline di una volta con piccole con l'antenna e che quando si provava a prendere una stazione non si riusciva mai a prenderla bella pulita,

C'era sempre la musica,

Un sacco di frusci,

Di rumori,

Ogni tanto arrivavano le voci di un'altra stazione radio,

Poi tornava un po' la musica,

Poi arrivava un'altra di stazione radio parlando di cose che non c'entravano a niente e quella poteva essere una buona approssimazione della mia mente,

Una difficoltà di sintonizzare la radio e questo era un pezzetto che sembrava abbastanza consolante,

Adesso ci lavoro,

Stabilizzo la radio,

Trovo il canale giusto e tutto il resto scompare,

Solo che continuando giorno dopo giorno questa radio non si riusciva mai a stabilizzare,

Non si riusciva mai a sentire per bene quella musica che volevo ascoltare,

Ma c'era sempre la musica che mi vendeva le pentole,

La voce che mi vendeva le pentole,

Il pezzo rock mentre sentivo la classica o la classica mentre sentivo il pezzo rock,

Finché non ho capito che molta parte di quei pensieri,

Molta parte di quell'immagine era semplicemente un eco delle cose che avevo visto,

Che avevo letto ed è una sensazione che penso che tutti quanti conosciamo bene,

Durante la giornata parliamo con un amico o con un familiare e ci racconta una storia e poi improvvisamente la notte mentre sogniamo quella storia si ingigantisce e diventa un racconto che ci facciamo con noi protagonisti in cui succede veramente di tutto,

Abbiamo visto la televisione,

Abbiamo visto delle scene di guerra e nel sogno queste scene di guerra si trasformano,

Possiamo essere una volta noi gli aguzzini,

Una volta noi le vittime,

Magari una volta siamo un lupo o un cane che passava di là o un occello che guarda tutto dall'alto,

È la nostra mente che gioca,

Gioca con i simboli,

Le visioni,

I contatti che abbiamo avuto,

Però quello è il sogno,

Quello è il momento in cui dormiamo,

È il momento in cui abbiamo perso il controllo della mente,

Allora perché anche durante la veglia,

Addirittura in un momento di massima concentrazione come quello della meditazione,

Ci ritroviamo quasi come se sognassimo,

Se poi continuiamo con questa pratica,

La facciamo in continuazione,

Riusciamo a osservare i pensieri anche quando non siamo in meditazione formale,

Quando non siamo seduti sul cuscino o sulla sedia a meditare,

Ma cominciamo a osservare questa ridda di pensieri,

Pensieri incredibili che passano,

Non necessariamente pensieri linguistici,

Non necessariamente parole ma possono essere semplicemente la sensazione di rabbia,

La sensazione di piacere,

Una voglia di fuga,

Una voglia di avvicinarsi o un'immagine,

Un suono,

Ci stanno sempre in qualunque momento della nostra giornata,

Allora viene da chiederci se poi ci sia tutta questa differenza fra il sogno e la veglia,

Allora magari ci possiamo chiedere se quel termine che si utilizza per il Buddha,

Per gli Arhanta,

Che è quello di risvegliato,

Sia poi soltanto un termine così folcloristico per indicare una persona di alta spiritualità o se invece proprio non sia qualcosa di più concreto,

Come quando ci svegliamo dal sogno e ci rendiamo conto che eravamo un uccello che guardava la guerra,

Ma che non c'è né guerra né uccello e magari anche durante la veglia noi stiamo in un qualche modo sognando e trasfigurando la realtà,

Trasfigurando le persone,

Allora ci possiamo rendere conto che mentre pensiamo di vedere con precisione,

Di ascoltare con precisione,

La mente un po' ci fa dei trucchi,

Ci fa dei trucchi perché c'è questo scoppiettivo continuo della radiolina mal sintonizzata che ci fa cambiare le cose e la nostra cultura è molto legata ai pensieri se pensiamo tutta la parte razionale,

Tutta la parte non dico della scienza perché non è la scienza che pensa così,

Ma è una specie di scientismo che si basa su questo principio di cartesio,

Cogito ergo sum,

Penso quindi sono,

Quello che penso sono,

Non è la stessa cosa,

Ma viene quasi automaticamente trasformato,

Io sono quello che penso,

Poi andiamo a vedere e troviamo che nella mente passano i fumetti di Topolino,

Un film che abbiamo visto dieci anni fa,

Un quadro che abbiamo visto e non ci è nemmeno piaciuto,

Non si capisce bene perché si piazza lì nella mente e non se ne vuole andare,

Allora uno si chiede se veramente io sono l'immagine di Pippo,

Pluto e Paperino,

Veramente sono quel quadro orribile che ho visto e che non mi era nemmeno piaciuto,

Non ho capito come ha fatto a rispuntare dopo tutto questo tempo,

Allora cominciamo un po' a lasciare andare,

Innanzitutto cominciamo a lasciare andare il io sono quello che penso,

Però lasciare andare io sono quello che penso è un'operazione veramente difficile perché la domanda sta subito dietro,

Se io non sono quello che penso,

Io chi sono?

Ho dei pensieri,

Delle idee,

Se le lascio andare che rimane?

Chi è che ha le idee?

Dove sta la personalità?

Se questa è personalità è piena di storie lette,

Storie viste,

Storie ascoltate,

Storie che abbiamo inventato,

Quante volte ci capita di tornare con la mente a un episodio in cui siamo stati insolentiti,

Attaccati,

Infastiditi e sentiamo che sorge dentro di noi la rabbia,

Anche se non c'è nessuno in quel momento che ci sta attaccando,

Infastidendo o dando fastidio,

Oppure invece magari siamo in un viaggio lontano,

Pensiamo alla persona vicina e ci sentiamo già la passione che ci sorge dal cuore,

Anche se la persona in quel momento sta a mille,

Duemila,

Cinquemila chilometri da noi.

Quali insegnamenti del Buddha tendono a non farci andare come la mente piace fare?

Alla mente piace andare o tutta in una direzione o tutta in un'altra,

O siamo completamente cartesiani,

Cogito ergo summa,

Penso quindi sono e la deriva non cartesiana di sono quello che penso,

O andiamo completamente dall'altra parte,

Io non centro niente con i pensieri,

I pensieri non sono me,

Sono totalmente staccati da me,

In termini assoluti è senz'altro vero che i pensieri non sono nostri,

I pensieri non siamo noi e non c'è un me formato dai pensieri,

Però dobbiamo essere anche onesti e riconoscere che questi pensieri cambiano di molto il modo in cui ci comportiamo,

Il modo in cui ci relazioniamo.

Il Buddha fa continuamente questo esempio,

Questo esempio del buon giardiniere,

Del buon giardiniere che quando va in un giardino deve fare due cose,

Da una parte deve cercare tutte quante le erbacce e buttarle via,

Le prende,

Le toglie e le butta,

Però stando ben attento non strappare anche i fiori e poi c'è un'altra parte in cui invece porta dell'acqua,

Del concime e innaffia e concima invece le piante che vuole fare crescere e se queste piante non ci sono magari prende dei semi e li pianta per farli crescere,

C'è sempre questa doppia natura,

Da una parte negativa quella di lasciare andare ciò che è malsano e da un'altra parte positiva invece di coltivare quello che è sano.

Spesso troviamo principalmente le cose indicate nel Buddha Dharma riferite alle cose malsane perché il Buddha voleva mettere più l'attenzione su quello che già c'è che non va bene e ad esempio c'è un verso del Dhammapada,

Il 338,

Che recita così,

Fino a che le radici sono intatte,

Salde,

Un albero se ben reciso ricresce.

Analogamente quando la tendenza alla sete non è sradicata la sofferenza sorge di nuovo ancora e ancora,

La sete,

La sete tana sarebbe la Brahma,

Se vi ricordate nel Paticca Sampada dove partiamo dall'ignoranza passiamo alle formazioni che danno luogo alla ricreazione di un'altra vita,

Tant'è che da queste formazioni,

Da questi Sankara poi si sviluppa il corpo,

Le porte sensoriali e con le porte sensoriali tramite il contatto si sviluppa Vedana,

La sensazione e dalla sensazione arriviamo finalmente a Tana,

Alla Brahma.

Subito dopo Tana,

Alla Brahma c'è l'attaccamento ed è il punto sociale quello che se ci siamo andati a infilare in questa passione per l'attaccamento poi diventa inevitabile tutto quello che segue.

Dopo l'attaccamento c'è la volontà di divenire che si chiama Bhava e dalla volontà di divenire,

Il processo di divenire c'è la nascita e inevitabilmente dolore,

Sofferenze e morte.

Quindi Tana è veramente il punto critico del Paticca Samuppada ed è la ragione per cui Vedana la sensazione è così importante.

Il Buddha ci dice quando la tendenza alla sete,

A Tana,

Alla Brahma non è sradicata quindi osserviamo le cose e ce ne facciamo ammaliare completamente allora la sofferenza sorge di nuovo ancora e ancora ed è interessante l'esempio che fa perché dice sebbene l'albero sia stato tagliato,

Se l'albero sia stato reciso,

Se non sono state tolte tutte le radici allora inevitabilmente rispuntano fuori questi polloni,

Questi rami,

Queste foglie di sofferenza.

Con le radici è chiaro che il Buddha si riferiva alle cosiddette radici della sofferenza che sono identificate proprio da che cosa?

Dall'attaccamento,

Dalla voglia,

Il possesso,

Dall'avversione,

Dalla rabbia,

Dall'odio,

Dall'allontanamento e quella che è una cosa più sottile che è l'illusione che non si capisce mai precisamente che vuol dire ma lo capiamo quando vediamo che la mente si perde,

La mente si perde va dietro ai fumi dei pensieri oppure scambiamo una cosa per un'altra,

È l'ignoranza che ci nutre,

In realtà tutti e tre sono tutti quanti figli di una cosa soltanto che è l'ignoranza,

Ma per comodità il Buddha ce l'ha insegnato come attaccamento,

Avversione e illusione,

Quelle sono le radici.

Il Buddha però dice che possiamo anche in un qualche modo sostituire le cose e quindi quello che possiamo fare è andare a portare cose positive nella nostra mente,

Positive nel senso di salutare che ci avvicinano alla liberazione,

Tutto il ragionamento del Buddha è sempre di indicarci ciò che è salutare che ci porta più vicino alla compassione alla nostra liberazione è tutto ciò che non è salutare che ci porta invece a disordine,

Confusione,

Voglia di far del male e così via e c'è un sutta che si chiama bija sutta,

Bija significa proprio insieme,

In cui lo leggo un po' velocemente il Buddha ci dice quando una persona possiede un'errata visione,

Un errato proposito,

Un'errata parola un'errata azione,

Un'errato modo di vita,

Un'errato sforzo,

Un'errata presenza mentale,

Un'errata concentrazione un'errata conoscenza e un'errata liberazione e qui chiaramente sta facendo riferimento all'ottuplice sentiero però anziché in termini di retta azione,

Retta parola,

Qui parla di errata azione,

Errata parola e tutto l'altro conseguenziale fino all'errata liberazione,

Il Buddha dice ogni azione fisica condotta in linea con quella visione ogni azione verbale,

Ogni azione mentale,

Ogni intenzione,

Decisione,

Promessa,

Pensiero tutto conduce a ciò che è spiacevole,

Sgradevole,

Inaccettabile,

Non benefico e doloroso e perché?

Perché la visione è maligna,

È proprio come quando un seme di albero di nimbo che è un seme amaro di una pianta rampicante o un seme acro di melone viene piantato in un terreno fertile ogni nutrimento preso dal suolo e dall'acqua,

Tutto ciò che crescerà sarà amaro,

Acro e disgustoso e perché?

Perché il seme è cattivo,

Allo stesso modo succede quando una persona segue l'errata visione,

L'errata intenzione e tutto il resto e proprio perché?

Perché la visione è maligna,

Mentre quando una persona possiede una retta visione una retta intenzione,

Un retto proposito,

Una retta parola,

Una retta azione,

Un retto modo di vita un retto sforzo,

Una retta presenza mentale,

La consapevolezza,

La mindfulness,

Una retta concentrazione,

Il samadhi,

La meditazione una retta conoscenza e una retta liberazione,

Ogni azione fisica condotta in linea con quella visione ogni azione verbale,

Mentale,

Intenzione,

Ogni decisione,

Ogni promessa,

Ogni pensiero tutto conduce a ciò che è piacevole,

Gradevole,

Affascinante,

Benefico e rassenerante perché?

Perché la visione è benevola da notare che in questo caso piacevole,

Gradevole,

Affascinante non sono forme di attaccamento ma sono forme di aver raggiunto quella gioia che è la vera liberazione ed è proprio come quando un seme di canna da zucchero,

Di riso,

D'uva viene piantato in un terreno fertile ogni nutrimento preso dal suolo e dall'acqua,

Tutto ciò che crescerà sarà dolce,

Gustoso e squisito e perché?

Perché il seme è buono allo stesso modo quando una persona possiede la retta visione,

La retta intenzione fino alla retta liberazione ogni azione,

Ogni azione mentale,

Ogni intenzione,

Ogni decisione,

Ogni promessa,

Ogni pensiero tutto conduce a ciò che è piacevole,

Gradevole,

Affascinante,

Benefico e rassenerante e perché?

Perché la visione è benevola allora l'insegnamento è semplice,

Sembrerebbe abbastanza semplice basta che noi siamo capaci di distinguere i semi amari e dolorosi da quelli buoni e dolci e coltiveremo l'uno e butteremo gli altri il problema è che come se ci mettiamo veramente in un giardino a togliere l'erbaccio e rischiamo facilmente di buttare le piantine di bei fiori che però assomigliano incredibilmente alle ortiche e rischiamo di schiacciare dei semi che stanno ancora sotto terra,

Stanno per uscire ma ci mettiamo un piede sopra e li impediamo,

Li uccidiamo per sempre dobbiamo essere veramente molto capaci,

È un lavoro di trasformazione che va fatto momento per momento con molta gentilezza verso di noi ma con molto ardore di farlo in continuazione,

Di farlo in ogni momento riconoscendo che in noi ci sono tutti quanti i semi nel buddismo mahayana si parla di coscienza deposito c'è questa coscienza deposito dove ci sono tutti quanti questi semi sia salutare che non salutare e l'insegnamento è che non è che il seme in sé sia pericoloso se noi possiamo avere anche il seme dell'assassinio sicuramente ce l'avremo potremo avere anche dentro di noi il seme della guerra e senz'altro ce l'abbiamo perché siamo stati esposti agli assassini,

Alle violenze,

Alle guerre di tutti i generi in questa vita o nelle vite precedenti ma se non li innaffiamo,

Non li coltiviamo,

Quei semi rimarranno lì rimarranno senza azione mentre magari possiamo coltivare i semi della compassione,

I semi della gentilezza i semi della gioia rivolta verso tutti gli esseri l'equanimità che accoglie tutti il seme di quella bella sensazione per cui il Buddha ci dice che tutto è piacevole,

Gradevole,

Affascinante,

Benefico e rassenerante bellissimo questo termine rassenerante che il Buddha ci dice che quando avremo coltivato bene i semi queste situazioni ce le avremo sempre in pace,

In guerra,

In salute e in malattia come quando ci si sposa in tutte le situazioni il Dharma sarà con noi ma non sarà con noi in realtà il Dharma noi saremo Dharma,

Saremo Dharma noi stessi e quindi non ci sarà più nessuna differenza e quindi i semi saranno completamente coltivati e quindi con la speranza che tutti noi siamo capaci di distinguere quello che passa per la nostra mente e conoscerci meglio e di conoscere quando ci sono semi salutari e semi non salutari semi amari e semi dolci mi auguro che tutti noi riusciamo a far crescere questa bellissima pianta del Dharma che sradica tutte quante le radici non salutari e ci porta invece con delle belle foglie di berami verso il cielo un bel cielo limpido che possa abbracciare e accogliere tutti e così concludo le mie riflessioni per oggi,

Grazie

4.9 (9)

Recensioni recenti

Emanuele

March 22, 2022

Grazie 🙏🙏🙏🙏🙏

Claudio

March 20, 2022

Molto chiaro e profondo. Potresti indicare i riferimenti di bibliografia per favore? Claudio

Laura

March 18, 2022

Grazie 🙏 Ascoltare le tue riflessioni è portare raggi di sole e gocce di acqua all'albero che ancora troppo spesso dimentico di curare

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