
Donne di Saggezza 1 - Il contesto del buddhismo tradizionale
La rubrica “Donne di Saggezza” racconta storie di donne che hanno illuminato il nostro cammino. Nasce dalla lettura dell’omonimo libro di Tsultrim Allione e dalla consapevolezza che la nostra cultura presenta molto raramente biografie di donne alla ricerca della loro spiritualità, eppure le storie degli altri -anzi delle altre- sono punti di riferimento importanti per articolare la nostra esperienza.
Trascritto
Ciao,
Sono Crizia e oggi iniziamo con il primo appuntamento del nostro nuovo programma,
Donne di saggezza.
Sai che lasceremo questo pezzo?
Lo lasciamo?
Avevo detto io,
Chi inizia?
Secondo me mi prendi in giro.
Ok.
State per ascoltare Donne di saggezza,
La rubrica di lunedì non ti temo,
Che racconta storie di donne che hanno illuminato il nostro cammino.
Abbiamo cercato di sottolineare nel pilot della nostra rubrica Donne di saggezza quanto è importante per un essere umano in realtà avere delle storie di altri a cui rapportarsi,
Perché in fondo l'essere umano biologicamente impara per imitazione,
Quindi la storia o il racconto di un'altra esperienza diventa un punto di riferimento,
Il genere biografico in generale esiste da sempre nella nostra cultura ed è importante riconoscersi nelle storie di altre persone ed è per questo che da Zultri Maglione a tantissime altre studiose è stato fondamentale cercare di ricostruire le storie di altre donne di saggezza.
Quello che faremo all'interno di questo podcast è di riportare qualcuno di questi studi ma non ci limiteremo solo alla tradizione buddista,
Ma cercheremo di prendere ispirazione da una serie di donne che ci hanno ispirato nel corso della nostra vita,
Non solo donne nell'ambito del buddismo,
Del buddismo tibetano,
Ma anche donne attualmente in vita,
Antropologhe o studiose che hanno fatto parte del nostro percorso personale.
In questo modo cerchiamo di mettere in relazione le nostre esperienze con quelle altrui.
Prima di iniziare però abbiamo pensato ad un'altra puntata che riuscisse un pochino a contestualizzare quelle che saranno poi le storie tratte dal libro di Zultri Maglione.
A Lione ovviamente si limita a raccogliere le storie di donne che sono vissute,
Che hanno praticato nel Tibet e quindi il Tibet e in particolare il buddismo tibetano hanno per loro un'influenza molto importante.
Il buddismo probabilmente può considerarsi come meno patriarcale rispetto ad altre religioni teistiche in cui compare magari dio,
Padre,
Maschio,
Perché l'impostazione è quella di lavorare con la mente per liberarci,
Per raggiungere l'illuminazione.
Ci sono però dei contesti culturali in cui si sviluppa che hanno portato ad avere un valore ambiguo rispetto alla rinascita femminile al corpo della donna.
Ci sono ad esempio dei pezzi,
Dei testi tradizionali del buddismo che riportano i cosiddetti discorsi del buddha che parlano del corpo di una donna come di un corpo con un forte desiderio di sessualità,
Con una spinta a diventare madre,
Meno stabile emotivamente,
Quindi tutta una serie di caratteristiche che in qualche modo lo rendevano non impossibile da portare all'illuminazione ma sicuramente svantaggiato rispetto al corpo maschile.
A tale proposito,
Cioè rispetto al fatto che la forma ideale per la pratica buddhista era considerata il corpo maschile e non quello femminile,
È interessante citare il Sutra della trasformazione del sesso femminile dove il buddha parla chiaramente di questo argomento e infatti lui dice i difetti femminili,
Avidità,
Odio e inganno quindi questi difetti vengono considerati prettamente femminili e non anche maschili sono peggio di quelli dell'uomo voi donne dovete avere in mente ciò poiché io desidero liberarmi dalle impurità del corpo della donna entrerò nel corpo bello e nuovo di un uomo premesso che ovviamente va tutto contestualizzato e va bene premesso che è un po' come i Vangeli le parole del buddha sono state scritte molto dopo e da altre persone facendo questa premessa diciamo che sono parole poco gradevoli nei confronti della visione della donna e del corpo della donna tuttavia la leggenda narra che la zia del buddha che voleva entrare nell'ordine monastico buddhista fu rifiutata dal sangha ma lei proprio in quanto donna testarda si rasò i capelli e lo seguì cioè seguì il buddha in un'altra città e a quel punto il buddha dovette desistere e la fece entrare nell'ordine monastico quindi da quel momento in poi anche le donne furono accolte nell'ordine monastico sebbene all'interno dell'ordine stesso avevano dei ruoli e delle regole diverse dei precetti in più otto precetti in più da seguire in quanto donne e sottostavano all'ordine monastico maschile assolutamente su questo però c'è da dire una cosa nel senso che è vero che ci sono dei passi che sono sicuramente molto misogeni come quello che è stato appena letto ci sono invece degli altri passi del buddha o comunque di chi per lui a distanza di tempo ha trascritto le parole del buddha che in qualche modo sollevavano invece la donna e soprattutto la monaca da una serie di compiti che gli venivano diciamo in un certo senso affibbiati dal monastero maschile quindi ci sono dei passi in cui il buddha si scaglia diciamo in difesa delle donne per fare in modo che non vengano tra virgolette usate dal monastero maschile ma che vengano rispettate nella società tradizionale tibetana che è una società che ha una serie di influenze patriarcali molto forti e quindi anche un sistema culturale in un certo senso misogeno la posizione della donna monaca era già un passo in più rispetto a quella della donna tradizionale perché la donna monaca aveva un livello di indipendenza sicuramente diverso dalle altre donne nella società che passavano dall'essere la figlia di alla moglie di è come se il pezzo di inserire la monaca sotto la tutela del monastero maschile fosse un modo per mediare questa posizione stranamente indipendente e mantenere quelle che erano poi le usanze culturali del tempo sì,
Diciamo che questo non è che sia confortante nel senso che passava dall'essere la figlia di alla moglie di alla monaca di c'era poco da stare allegre per quello che ho letto io a me è sembrato di capire che la donna avesse una maggiore libertà di azione rispetto alla propria crescita spirituale poteva viaggiare,
Spostarsi la monaca rispetto magari alla madre piuttosto che sì,
Indubbiamente anche se doveva sottostare ad una serie di regole e di precetti in più rispetto agli uomini e comunque era la monaca di un gruppo di monaci o comunque che doveva sottostare a delle regole che non erano egalitarie piccoli passi avanti ma sempre da contestualizzare giusto per contestualizzare un attimo la situazione nel Tibet,
Noi dobbiamo immaginarci un popolo che ha una sua religione detta Bo che aveva delle tendenze misogene,
Nella sua tradizione comunque fortemente patriarcali c'erano poi delle influenze cinesi e fondamentalmente due influenze principali legate al buddismo indiano quindi due scuole di buddismo indiano quella legata ai sutra che è una tradizione letteraria di studio,
Di monachesimo di percorsi appunto per arrivare a risolvere il problema della sofferenza umana attraverso il controllo della mente,
Delle emozioni in questi percorsi tra l'altro la donna viene spesso usata come simbolo della tentazione per l'uomo che cerca di raggiungere l'illuminazione e il superamento un'altra scuola invece di buddismo indiano,
Quella tantrica arriva con una forte tradizione matriarcale ed erotica e che considera il principio femminile in maniera molto più presente soprattutto la matrice indiana che poi nel Tibet ha subito uno smussamento in un certo senso incontrando la cultura tibetana il principio della grande madre Hindu che danza su Shiva è un altro modo di vedere la donna il principio femminile in maniera molto più dinamica e forte diciamo,
Sicuramente indipendente andando poi avanti anche secondo lo Dzogchen,
Cioè secondo la più antica scuola di meditazione del Tibet il principio femminile è tenuto in considerazione in maniera diversa infatti secondo lo Dzogchen il motivo per cui sarebbe superiore il numero di donne che raggiunge il corpo di luce è che le donne possiedono affinità naturale con l'energia.
Lo Dzogchen assieme al tantrismo sono fondamentalmente le due correnti in Tibet che danno particolare rilievo al principio femminile.
Le praticanti Dzogchen molto spesso sono donne erranti,
Eremite che magari non sono all'interno di un sistema monastico con regole precise,
Con gradi,
Livelli di anzianità e di esperienza.
È come se fosse una tradizione più libera,
Più esperienziale.
Sì,
Tra l'altro una delle caratteristiche che mi ha colpito che mi piace molto è che le comunità Dzogchen tendono ad essere non gerarchiche e si basano più sulla collaborazione che in questo caso mi piace vedere come una caratteristica più femminile e non sulla competizione che in certi contesti è sicuramente una caratteristica più che maschile,
Macista se vogliamo,
Nel senso che è inserita in un contesto dove il più forte deve sopraffare il più debole e viene da una mentalità sicuramente fortemente patriarcale.
Quello che vediamo è che nella cultura tradizionale tibetana il ruolo della donna è ambivalente.
Ci sono magari dei momenti in cui si parla del principio femminile in maniera positiva e altri invece in cui la cultura o alcuni sutra parlano in maniera nettamente negativa.
Quello che possiamo dire però è che dalla zia del buddha in poi la figura femminile ha sempre dimostrato una grandissima tenace,
Fondamentalmente se ne è fregata perché come la zia ad un certo punto ha detto no io voglio l'ordine monastico femminile il buddha aveva rifiutato diverse volte e alla fine l'ha spuntata così anche nel tibet storico le donne hanno trovato una loro via per l'emancipazione,
Una loro via per la pratica spirituale,
Non c'è stato semplicemente un lasciarsi intimidire dalla cultura o da quello che potevano aver assorbito dall'ambiente circostante.
Magari hanno trovato delle vie meno tradizionali meno canoniche,
Hanno rischiato,
Fatto delle scelte comunque non convenzionali però la spiritualità femminile sicuramente c'è sempre stata dall'inizio e anche se non è così facile trovare storie di donne ci sono state sicuramente grandi donne e grandi praticanti magari più vicine alla linea del tantrismo piuttosto che a quella dello zochen però hanno trovato un loro modo di esserci e di sviluppare la propria spiritualità a me ha colpito un pezzo in donne di saggezza in cui sul trimaglione parla del fatto che sicuramente ci fossero meno donne maestre dovuto al fatto che le donne non erano considerate allo stesso livello spirituale degli uomini nel contesto appunto del sutra buddista.
Non c'erano donne maestre in assoluto a una donna non era consentito poter insegnare agli uomini esatto,
Non potevano insegnare agli uomini e pare che uno dei motivi fosse che la donna manifestava l'illuminazione in maniera diversa dall'uomo cioè la donna sarebbe contenta di essere mentre l'uomo avrebbe desiderio di fare,
Almeno queste sono le parole di Zul Trimaglione Io l'ho inteso come se per Zul Trimaglione la donna riuscisse ad arrivare a livelli più sottili e quindi in questo senso abbia meno bisogno di fare ma sta più nell'essere nello stare,
Mentre per l'uomo è più legato alla sua natura quello di fare e di avere degli obiettivi concreti che gli restituiscano il senso delle cose Sì,
Anche Zul Trim parla diciamo di due tendenze diverse nella spiritualità maschile e femminile e proprio in questo senso io vorrei concludere quest'altra puntata parlando della necessità secondo Zul Trimaglione di riscoprire delle pratiche realmente adatte alle donne alla loro energia e alle situazioni della loro vita in particolare parla di maternità e dei primi anni di accudimento dei figli che sicuramente cambiano la vita e impattano su una donna in maniera particolare e diversa rispetto magari ad un uomo che non ha 9 mesi di gravidanza piuttosto che i ritmi dell'allattamento Zul Trimaglione si focalizza sulla necessità che la donna ha di cominciare a fare proprio delle pratiche che riconoscano questa sua specificità e dice,
Molti buddhisti non mi assecondano in questa ricerca perché vanno oltre,
Perché dicono che la dualità maschile e femminile va superata che il sentiero spirituale va oltre questo e che queste domande nascono da una non reale comprensione della natura della mente però dice anche un'altra cosa sempre Zul Trim che la donna ha bisogno di una via spirituale che parli a lei stessa dal punto di vista biologico perché buona parte del tempo e dell'energia è impiegata in gravidanze e nell'allevare figli Zul Trim ha avuto diversi matrimoni e quattro figli quindi sicuramente era un tema che la toccava particolarmente da vicino tant'è che lei parla proprio delle sue difficoltà di portare avanti la pratica spirituale con bambini piccoli,
Poco tempo difficoltà di fare ad esempio dei ritiri lunghi il fatto che la vita appunto di una mamma finché il bambino è piccolo è fatta di continue interruzioni c'è meno tempo libero spesso la donna si ritrova proprio da sola in mezzo a questa tempesta sia ormonale che di disturbo diciamo in un certo senso per Zul Trim è importante che queste specificità vengano esaltate vengano connesse con la sua pratica e non viste semplicemente come degli ostacoli e secondo me questo è una buona chiave per vedere la maternità per vedere i periodi di accudimento come qualcosa che non è allontana dalla pratica crea difficoltà o altro ma invece può essere una risorsa se visto in una chiave diversa quello che Zul Trimaglione intende magari approfondire è la possibilità in qualche modo di contestualizzare una vita spirituale all'interno della cosiddetta vita mondana perché magari è vero che sia indispensabile una condizione di isolamento per gli stati più profondi di sviluppo spirituale però ha anche senso andare a studiare,
Andare a vivere anche una vita spirituale nel contesto quotidiano e della vita magari più prettamente occidentale Possiamo concludere con una citazione Zul Trim parla di lottare per trovare dei sentieri spirituali adatti a noi come donne che ci diano un valore e ci sviluppino come donne non come entità assessuate ma come donne che ci danno un valore e ci sviluppino come donne e ci sviluppino come donne e ci sviluppino come donne e ci sviluppino come donne e ci sviluppino come donne e ci sviluppino come donne e ci sviluppino come donne e ci sviluppino come donne e ci sviluppino come donne e ci sviluppino come donne e ci sviluppino come donne e ci sviluppino come donne e ci sviluppino come donne e ci sviluppino come donne e ci sviluppino come donne e ci sviluppino come donne e ci sviluppino come donne e ci sviluppino come donne e ci sviluppino come donne e ci sviluppino come donne e ci sviluppino come donne e ci sviluppino come donne e ci sviluppino come donne e ci sviluppino come donne e ci sviluppino come donne e ci sviluppino come donne e ci sviluppino come donne se ti è piaciuto questo episodio seguici per non perdere gli altri e ricordati di lasciarci un feedback e perché no di farlo conoscere c'è!
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