
Meditazione di Metta in tempo di guerra
Mettā è un termine dell’antica lingua pali che significa “gentilezza amorevole”. È il primo dei quattro stati sublimi (Brahmavihara). La pratica di Metta consiste nel rivolgere un augurio di gentilezza amorevole dapprima a se stessi, poi ad altri, in un circolo che si estende sempre di più, fino a comprendere anche persone a noi sgradite. In questa versione rivolgiamo la Metta alle parti coinvolte nel conflitto in Ucraina, consapevoli che la sofferenza ci riguarda tutti allo stesso modo.
Trascritto
Buongiorno,
Sono Paolo Subbioli,
Fondatore del sito Zen in the City.
Quella che sto per proporvi è una pratica di metta,
Cioè una meditazione di gentilezza amorevole,
In una formulazione abbastanza classica ma con una variante importante per adattarla alla condizione di conflitto nella quale ci troviamo in questo momento.
Che io possa vivere libero dalla sofferenza,
Che io possa vedere sempre più chiaramente e esradicare sempre più profondamente le cause della sofferenza,
L'attaccamento,
L'avversione,
La non-visione,
Dentro e fuori di me,
Che io possa essere libero da tutta la sofferenza non necessaria,
Che tutti coloro che vivono nelle zone coinvolte nella guerra o che siano teatro di violenza possono essere liberi dalla sofferenza,
Che tutti coloro che vivono nelle zone coinvolte nella guerra o che siano teatro di violenza possano vedere sempre più chiaramente e esradicare sempre più profondamente le cause della sofferenza,
L'attaccamento,
L'avversione,
La non-visione,
Dentro e fuori di sé,
Che tutti coloro che vivono nelle zone coinvolte nella guerra o che siano teatro di violenza possono essere liberi da tutta la sofferenza non necessaria,
Che tutti coloro che hanno ideato,
Organizzato o sostenuto azioni belliche,
Così come tutti coloro che stanno preparando per le future azioni belliche o di violenza contro persone indifese,
Possano vivere liberi dalla sofferenza,
Che tutti coloro che hanno ideato,
Organizzato o sostenuto azioni belliche,
Così come tutti coloro che stanno preparando per le future azioni belliche o di violenza contro persone indifese,
Possano vedere sempre più chiaramente e esradicare sempre più profondamente le cause della sofferenza,
L'attaccamento,
L'avversione,
La non-visione,
Dentro e fuori di sé,
Che tutti coloro che hanno ideato,
Organizzato o sostenuto azioni belliche,
Così come tutti coloro che stanno preparando per il futuro azioni belliche o di violenza contro persone indifese,
Possono essere liberi da tutta la sofferenza non necessaria.
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4.6 (7)
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