
Meditazione sulla nostra vulnerabilità
In questa meditazione osserviamo direttamente la natura dei sentimenti che stiamo provando in questi giorni così speciali, segnati dall'epidemia di coronavirus. Indaghiamo, in particolare, su cosa significa sentirsi vulnerabili, di fronte a fenomeni che possono mettere in pericolo la nostra sicurezza. Lo facciamo seguendo il metodo che ci ha insegnato il Buddha, ovvero non ragionandoci sopra, ma attenendoci strettamente all'osservazione diretta del corpo nel momento presente.
Trascritto
In questa meditazione cercheremo di sperimentare e di osservare direttamente la natura dei sentimenti che stiamo provando in questi giorni così speciali.
Indagheremo in particolare su cosa significa sentirci vulnerabili,
Di fronte a fenomeni che possono mettere in pericolo la nostra sicurezza e forse la nostra stessa sopravvivenza,
Ma di fronte ai quali ci sentiamo sostanzialmente impotenti.
Lo faremo seguendo il metodo che ci ha insegnato il Buddha,
Ovvero non ragionandoci sopra,
Ma tenendoci strettamente a ciò che possiamo osservare in maniera diretta nel nostro corpo in questo preciso momento.
Dunque prepariamoci a meditare,
Portando tutta la nostra attenzione a quello che sta accadendo qui e ora.
Ciascuno di noi dà luogo nel quale si trova.
Chiudo gli occhi,
O li socchiudo,
Lasciando in questo caso lo sguardo sfocato,
Senza osservare nulla in particolare.
Mi assicuro che la mia posizione sia abbastanza comoda.
Poi,
Mentre sono seduto,
Porto l'attenzione alla posizione del corpo,
Sento il contatto dei glutei sul supporto,
Dei piedi sul pavimento,
Dei vestiti sulla pelle.
Osservo la posizione della mia schiena,
Sento l'energia che è ancora presente in questo corpo dopo una dura giornata.
Osservo mentalmente le mie spalle,
Dove potrei percepire delle tensioni.
Mi limito a osservare,
Senza voler cambiare le cose.
Adesso porto tutta la mia attenzione al respiro,
Al movimento che fa l'aria mentre entra nel corpo e poi mentre ne esce,
Osservando anche le pause tra un movimento e l'altro.
Posso osservare il respiro direttamente nel naso,
Percependo il movimento dell'aria all'interno delle narici,
Oppure nel torace,
Osservando come il torace si espande e si contrae di nuovo con l'ispirazione e con l'espirazione,
Oppure ancora nell'addome,
Che segue un movimento simile di espansione e di contrazione.
Scelgo la parte del corpo dove mi riesce più facile e osservo com'è questo respiro,
Potrebbe essere veloce,
Con tanti movimenti frequenti,
Oppure lento,
Potrebbe essere superficiale o profondo.
Lo osservo solamente senza voler cambiare nulla,
Lascio che il respiro fluisca,
Senza che io lo controlli.
Attraverso l'osservazione del respiro posso vedere la stretta connessione che c'è tra il corpo e mente.
Ogni volta che ispiro la mente tende a calmarci,
Ogni volta che espiro la mente e tutto il corpo tendono a rilassarci,
Calmarci,
Rilassarci,
Calmarci,
Rilassarci.
Continuo a osservare questo movimento,
Posso anche osservare come il respiro non cessi mai,
È un'attività di cui il corpo ha costantemente bisogno,
Istante dopo istante.
La mia sopravvivenza,
L'esistenza stessa di questa coscienza che sto osservando dipende da questo ritmo incessante che non può fermarsi,
Che non deve fermarsi,
Non posso far meno di notare quanto sia precario questo meccanismo.
Questo respiro è come una danza,
La danza che mi tiene in vita e non posso sapere in alcun modo per quanto tempo ancora.
Mi sento così vulnerabile,
Sorrido alla mia vulnerabilità,
Abbraccio la mia vulnerabilità e la lascio andare,
Mi sento così fragile,
Sorrido alla mia fragilità,
Abbraccio la mia fragilità e la lascio andare.
Rimango ancora per qualche minuto in contemplazione del corpo e del respiro senza desiderare che sia una qualcosa di diverso da come sono adesso,
Anche se provo qualche forma di disagio,
Anche se c'è del prurito,
Del formicolio,
Una contrazione,
Perfino del dolore,
Osservo semplicemente.
Abbraccio questa mia natura di essere vulnerabile dalla quale non mi posso in alcun modo separare,
Si emergono pensieri di qualsiasi tipo che mi distruggono dall'osservazione del corpo e del respiro,
Non mi giudico per questo,
È normale.
Lascio andare i pensieri e torno dolcemente al respiro.
Nella mia vulnerabilità c'è anche questa incapacità di controllare tutto.
Prima che questa meditazione finisca accendo col mio viso un sorriso,
O perlomeno un mezzo sorriso.
In questo modo il mio corpo lancia alla mente un segnale di rilassatezza e di serenità.
In seguito durante queste giornate difficili potrò sempre portare l'attenzione al respiro e al corpo e sorridendo abbracciare questa mia fragilità.
Non mi giudico per qualsiasi tipo di pensieri,
Anche se non mi giudico per qualsiasi tipo di capacità di controllare tutto,
Non mi giudico per qualsiasi tipo di capacità di e sorridendo abbracciare questa mia fragilità e lasciarla andare.
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